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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
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Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Bene da Firenze

(Firenze, sec. XIII in. - ?, 1242 a.)

Candelabrum

di Daniela Pietragalla

Notizie generali

Datazione: 1220/1226
Lingua/Dialetto: latino
Tipologia testuale: prosa
Genere: retorica


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (18)
1. Bonn (Germania), Universitätsbibliothek, 724 (gią 119c) = Bonn U 724



Ms. non esaminato direttamente


2. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi, I V 174 = CV BAV Chigi I V 174



Ms. non esaminato direttamente


3. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottoboniano latino, 1644 = CV BAV Ottob. lat. 1644



Ms. non esaminato direttamente


4. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Palatino latino, 1608 = CV BAV Pal. lat. 1608



Ms. non esaminato direttamente


5. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Landau Finaly, 124 = Fi BNC Landau Finaly 124



Ms. non esaminato direttamente


6. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palatino latino, 700 = Fi BNC Pal. lat. 700



Ms. non esaminato direttamente


7. London (Regno Unito), British Library, Arundel, 101 = London BL Arundel 101

Datazione: 1461


Ms. non esaminato direttamente


8. Madrid (Spagna), Biblioteca Nacional, Latino, 9010 = Madrid BN lat. 9010



Ms. non esaminato direttamente


9. New York (Stati Uniti D'America), Columbia University Library, Plimpton, 65 = New York CUL Plimpton 65



Ms. non esaminato direttamente


10. Oxford (Regno Unito), Bodleian Library, Canonici miscellanea, 103 = Oxford BL Canon. misc. 103



Ms. non esaminato direttamente


11. Paris (Francia), Bibliothčque Nationale de France, Latin, 13688 = Paris BNF Lat. 13688



Ms. non esaminato direttamente


12. Paris (Francia), Bibliothčque Nationale de France, Latin, 15082 = Paris BNF Lat. 15082



Ms. non esaminato direttamente


13. Praha (Ceca Repubblica), Nįrodnķ Knihovna Ceska Republiky, IV E 10 (gią 690) = Praha NKCR IV E 10



Ms. non esaminato direttamente


14. Sankt Florian (Austria), Stiftsbibliothek, XI 591 = Sankt Florian S XI 591



Ms. non esaminato direttamente


15. Sevilla (Spagna), Biblioteca Capitular y Colombina, 5 4 44 = Sevilla BCC 5 4 44



Ms. non esaminato direttamente


16. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Latino, XI 25 (gią 3824) = Ve BNM Lat. XI 25



Ms. non esaminato direttamente


17. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Latino, Z 478 (gią 1661) = Ve BNM Lat. Z 478



Ms. non esaminato direttamente


18. Wien (Austria), Österreichische Nationalbibliothek, Latino, 5183 = Wien ÖN Lat. 5183



Ms. non esaminato direttamente


Tradizione indiretta
Bilichino da Spello, Pomerium rethorica

Bono da Lucca, Cedrus Libani

Bono da Lucca, Mirra correctionis

Bono da Lucca, Salutatorium

Guido Faba, Summa dictaminis

Sion di Vercelli, Doctrinale novum

Indice della scheda


Storia della tradizione
Il Candelabrum, manuale di retorica in otto libri del maestro dello studio bolognese Bene da Firenze, fu composto, secondo Alessio 1983, tra il 1220 e il 1226. Tale cronologia corregge parzialmente la datazione proposta da Vecchi 1958-1959 che ascriveva la stesura degli ultimi libri al 1227. Prima dell’edizione critica di Alessio 1983 (il quale aveva già espresso alcune valutazioni preliminari in Alessio 1972), fondata sull’analisi dell’intera tradizione manoscritta, il Candelabrum era stato pubblicato, senza apparato delle varianti e limitatamente ai primi undici capitoli del libro primo e al libro quinto, soltanto da Vecchi 1958-1959, se si escludono frammenti di estensione diversa tratti da testimoni singoli di volta in volta pubblicati da vari studiosi (e puntualmente segnalati da Alessio 1983, p. XXV). La tradizione manoscritta del Candelabrum risulta abbastanza vasta, anche se «dei diciotto testimoni rintracciati nove soltanto adducono un testo che può giudicarsi integro; i rimanenti si assestano a livelli crescenti di parzialità, sino al lacerto già provvisto, si direbbe, di circolazione autonoma (…)» (Alessio 1983, p. XXVI). I diciotto codici del Candelabrum sono: CV BAV Pal. lat. 1608  [=A], CV BAV Ottob. lat. 1644 [=B], Sevilla BCC 5 4 44 [=C], CV BAV Chigi I V 174 [=D], Fi BNC Pal. lat. 700 [=E], Fi BNC Landau Finaly 124 [=F], Ve BNM Lat. XI 25 [=G], Paris BNF lat. 15082 [=H], Oxford BL Canoniciano misc. 103 [=I], Madrid BN lat. 9010 [=L], New York CUL Plimpton 65 [=M], Praha NKCR IV E 10 [=N], Wien ÖN Lat. 5183 [=P], Ve BNM Lat. Z 478 [=Q], Paris BNF lat. 13688 [=R], London BL Arundel 101 [=S], Bonn U 724 [=T] e Sankt Florian S XI 591 [=U]. Per quanto concerne lo schema di diffusione dell’opera, anche se «l’ispezione codicologica della tradizione manoscritta non consente di precisare in merito allo schema di diffusione del Candelabrum né di indicare centri che evidenzino per Bene da Firenze specifiche attenzioni» (Alessio 1983, p. LXII), spunti interessanti di ricerca derivano dall’analisi della ricezione del Candelabrum. in un ampio arco cronologico, infatti, tracce significative dell’opera di Bene da Firenze emergono nei testi di vari autori, dalla Summa dictaminis di Guido Faba ai tre opuscoli di Bono da Lucca (Cedrus Libani, Salutatorium, Mirra correctionis), dal Doctrinale novum  di Maestro Sion di Vercelli al Pomerium rethorice  di Bilichino da Spello, secondo un meccanismo di interferenze e di prestiti opportunamente messi in evidenza da Alessio con l’ausilio di tavole di confronto. Per quanto attiene, poi, alla costituzione del testo del Candelabrum, l’ordinamento della tradizione manoscritta può essere espresso, secondo Alessio 1983, p. CXXVI, attraverso uno stemma a più rami: dall’archetipo ω derivano, infatti, i gruppi α, β, γ e i codici Madrid BN lat. 9010,  New York CUL Plimpton 65,  Fi BNC Landau Finaly 124 (un testimone, quest’ultimo, che presenta contaminazione con Sevilla BCC 5 4 44 o con un suo affine) e Praha NKCR IV E 10 (codice che presenta contaminazione con un affine di Fi BNC Pal. lat. 700). Da α derivano Ve BNM Lat. XI 25 e, attraverso un interposto ι, i codici, tra loro fratelli, Wien ÖN Lat. 5183 e Bonn U 724; da β derivano Oxford BL Canoniciano misc. 103 (che presenta una probabile contaminazione con η) e, attraverso l’interposto θ, i testimoni, tra loro fratelli, CV BAV Chigi I V 174 e Paris BNF lat. 15082 (un testimone, quest’ultimo,  ritoccato con un codice affine a Madrid BN lat. 9010). Da γ derivano, invece, CV BAV Ottob. lat. 1644 e δ, un interposto, padre (presumibilmente attraverso un interposto) di Fi BNC Pal. lat. 700 (che presenta contaminazione con un affine di Paris BNF lat. 15082) e di ε, a sua volta padre di Sevilla BCC 5 4 44 e di η, altro interposto dal quale derivano, in un rapporto di fratellanza, CV BAV Pal. lat. 1608 e London BL Arundel 101. Rimangono fuori dallo stemma i codici Ve BNM Lat. Z 478, Paris BNF lat. 13688 e Sankt Florian S XI 591, testimoni di esigui frammenti del Candelabrum l’apporto dei quali è del tutto irrilevante ai fini della costituzione del testo dell’archetipo. Sulla base dell’albero genealogico emerso dalla valutazione integrale della tradizione superstite, Alessio ricostruisce il testo segnalando, per quanto riguarda i criteri grafici, di essersi attenuto, in linea di massima, alla grafia neutra di CV BAV Chigi I V 174. Il Candelabrum, che ha avuto una notevole diffusione manoscritta, è stato pubblicato per la prima volta integralmente e in edizione critica da Alessio 1983.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Alessio 1983 = Bene Florentini Candelabrum, a cura di Gian Carlo Alessio, Padova, Antenore, 1983

Edizioni significative
Vecchi 1958-1959 = G. Vecchi, Temi e momenti d’arte dettatoria nel Candelabrum di Bene da Firenze, in «Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le provincie di Romagna», s. V, 10 (1958/59), pp. 113-168

Bibliografia filologica
Alessio 1972 = Gian Carlo Alessio, La tradizione manoscitta del “Candelabrum” di Bene da Firenze, in «Italia medioevale e umanistica», 15 (1972), pp. 99-148

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