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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
TLIon - Tradizione della letteratura italiana online

Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Facio, Bartolomeo

(La Spezia, 1400 ca. - Napoli, 1457)

Epistolario

di Daniela Pietragalla

Notizie generali

Datazione: 1450/1457
Lingua/Dialetto: latino
Tipologia testuale: prosa
Genere: epistole (lettere "pubblicate" dall'autore)


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (7)
1. Bologna, Biblioteca Universitaria, Miscellanea Tioli, 2948 = Bo Bu Misc. Tioli 2948

Datazione: sec. XVIII

Il codice tramanda la stessa silloge di 8 lettere presente nel manoscritto Vat. lat. 3372

Ms. non esaminato direttamente


2. Camaldoli, Archivio del Sacro Eremo, 1130 = Camaldoli ASE 1130

Datazione: sec. XVII/XVIII

Si tratta del codice esemplato o fatto esemplare da Mittarelli sulla base del manoscritto della Biblioteca Marciana Lat. XI 80.

Ms. non esaminato direttamente


3. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 2906 = CV BAV Vat. lat. 2906

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 52-55r e 58v-60r

Il codice tramanda una silloge di 4 lettere di Facio.

Ms. non esaminato direttamente


4. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3372 = CV BAV Vat. lat. 3372

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 22-26v

Il codice tramanda una silloge di 8 lettere di Facio.

Ms. non esaminato direttamente


5. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II X 31 = Fi BNC II X 31

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 161-168

Il codice tramanda una silloge di 25 lettere di Facio.

Ms. non esaminato direttamente


6. Valladolid (Spagna), Biblioteca Histórica de Santa Cruz - Universidad de Valladolid, 227 (gią 139) = Valladolid BHSC 227

Datazione: sec. XV

Si tratta dell'unica raccolta monografica delle lettere di Facio

Ms. non esaminato direttamente


7. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Latino, XI 80 = Ve BNM Lat. XI 80

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 141-148v e 174v

Il codice tramanda una silloge di 24 lettere di Facio

Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione

L'epistolario di Bartolomeo Facio, di cui manca ancora l'edizione critica, consta, secondo Albanese-Bulleri 2000, di 113 lettere dell'autore e di 20 lettere a lui indirizzate, datate o databili tra il 1429 e il 1457. La prima pubblicazione di una silloge di lettere di Facio si ebbe soltanto nel Settecento, in Mehus 1745 a corredo dell'edizione del De viris illustribus dello stesso Facio, mentre, pochi decenni più tardi, Mittarelli 1789 pubblicò un manipolo di lettere del carteggio di Facio con le famiglie Guarino e Spinola. Alla fine dell'Ottocento, poi, Braggio 1884 e Gabotto 1891 pubblicarono altre lettere, ai fini di una ricostruzione storico-letteraria della figura dell'umanista ligure, e poco dopo, Mazzini 1903 pubblicò un incipitario di 45 lettere di Facio e dei suoi corrispondenti, ricavato dai contributi degli studiosi che lo avevano preceduto e dagli epistolari di Enea Silvio Piccolomini e di Francesco Barbaro: in appendice, poi, Mazzini segnalava un gruppo di 24 lettere, di attribuzione dubbia ancora oggi. A metà degli anni '60, Kristeller 1965 segnalava la scoperta di un'ampia raccolta monografica dell'epistolario di Facio nel manoscritto Valladolid BU 227 e, per la prima volta, inventariava sistematicamente l'epistolario faciano giungendo a raccogliere 112 lettere. Da ultimo, dell'epistolario faciano, di cui hanno in preparazione l'edizione critica, si sono occupate Gabriella Albanese e Monia Bulleri in Albanese-Bulleri 2000, con uno studio preparatorio focalizzato sulla tradizione e la struttura del carteggio faciano.

Tra la fine degli anni '40 e i primi anni '50, Facio aveva cominciato a raccogliere le proprie lettere: l'esistenza di un codice (purtroppo distrutto in un incendio nel 1671) contenente una raccolta epistolare dell'autore unitamente ad un suo trattato di epistolografia, è attestata dal catalogo dei manoscritti della Biblioteca escorialense. L'unica raccolta monografica pervenutaci che «sembra rimandare ad un assemblaggio non del tutto casuale, sia che lo si voglia far risalire ad un disegno dell'autore sia che si preferisca pensare ad un accorpamento dello stesso copista, o di chi per lui, forse anche sulla base di indicazioni presenti nello scrittoio di Facio» (Albanese-Bulleri 2000, p. 143) è dunque quella tramandata dal manoscritto Valladolid BU 227 (=Vd). Questo manoscritto, esemplato, come dimostrano Albanese-Bulleri 2000, p. 141, da un copista assai attivo presso la biblioteca alfonsina, il catalano Gabriel Altadell, presenta tutte le caratteristiche della raccolta canonica, stando ad una serie di elementi significativi tra cui l'abolizione della data, «prassi tipica degli autori che si accingevano alla pubblicazione dei propri epistolari» (Albanese-Bulleri 2000, p. 164), la natura, pubblica e ufficiale delle lettere trascritte, relative ad un periodo compreso tra i primi anni napoletani e la morte dell'autore, e la cornice letteraria nella quale le epistole si trovano incastonate: l'epistolario, infatti, si apre con la riscrittura latina di una novella del Decameron (X 1) e si chiude con la De origine inter Gallos ac Britannos belli historia, entrambe opere di Facio. Il codice Valladolid BU 227 tramanda 75 lettere (67 dell'autore, di cui una ripetuta due volte, e 8 a lui indirizzate) e per 58 di esse rappresenta l'unico testimone. La tradizione manoscritta del carteggio (cfr. Albanese-Bulleri 2000, pp. 153-154) consiste di 28 codici, compreso il manoscritto Valladolid BU 227, unica raccolta monografica: tra questi, sei manoscritti si presentano come sillogi maggiori, mentre i rimanenti tramandano lettere all'interno degli epistolari di altri umanisti o in miscellanee. Le raccolte maggiori, sulle quali si sofferma lo studio preparatorio di Monia Bulleri, sono: Bo Bu 2948 Misc. Tioli (=B1), Camaldoli ASE 1130 (=C), Fi BNC II X 31 (=F), Ve BNM Lat. XI 80 (=M), CV CV BAV Vat. lat. 3372 (=V1) e CV BAV Vat. lat. 2906 (=V2). Fi BNC II X 31 comprende 25 lettere di carattere privato e familiare, CV BAV Vat. lat. 3372 tramanda, all'interno di un'ampia collezione di epistole di corrispondenti di Antonio Panormita, 8 lettere di Facio che si ritrovano anche nel codice Bo Bu 2948 Misc. Tioli. Il codice Ve BNM Lat. XI 80 comprende 24 lettere (16 dell'autore e 8 a lui indirizzate), per 5 delle quali risulta l'unico testimone: questo manoscritto quasi certamente, secondo Albanese-Bulleri 2000, p. 172, coincide con il codice quattrocentesco che Mittarelli 1789 diceva di aver utilizzato per esemplare il codice di  Camaldoli ASE 1130. Una esigua raccolta di 4 lettere (3 dell'autore e 1 a lui indirizzata), pubblicate da Marchiori 1971, è tradita dal codice CV BAV Vat. lat. 2906. Per quanto riguarda gli altri codici, di cui in  Albanese-Bulleri 2000, pp. 153-154 viene fornito in via preliminare uno stringato elenco (segnatura e sigla ma non datazione), altri 17 manoscritti conservano lettere di Facio all'interno degli epistolari di altri umanisti, mentre, in altri 4 codici, alcune lettere si trovano sparse in miscellanee umanistiche. A parte vengono poi segnalati altri 10 codici che tramandano lettere dei corrispondenti indirizzate a Facio.

Monia Bulleri, in Albanese-Bulleri 2000, pp. 151-214, oltre a segnalare puntualmente anche i testi a stampa (saggi critici e edizioni degli epistolari dei corrispondenti di Facio) nei quali sono citate in maniera integrale le epistole di Facio, fornisce un prezioso - allo stato attuale degli studi - incipitario delle lettere faciane (inserendo a parte un indice delle lettere di dubbia attribuzione) e delle lettere indirizzate a Facio indicando destinatario, provenienza, cronologia, testimoni manoscritti, edizioni a stampa e bibliografia: quest'ultima, segnala Monia Bulleri «non pretende tuttavia di essere definitiva e completa ma potrà essere arricchita da nuovi elementi che si aggiungeranno con il procedere delle ricerche»(Albanese-Bulleri 2000, p. 178). Il saggio preparatorio all'edizione critica, corredato inoltre di un indice dei corrispondenti e dei manoscritti, presenta alcune ipotesi ecdotiche di partenza sulla base di alcune collazioni: in particolare, per quanto riguarda l'unica raccolta monografica, contenuta nel codice Valladolid BU 227, sembra che «le varianti di Vd, ove non siano imputabili ad errori meccanici dell'Altadell, copista distratto e frettoloso, attestino una revisione della lettera da parte di Facio, che rientra nella prassi consueta degli umanisti editori di epistolari. (...). Le collazioni mostrano anche probabili correzioni stilistiche, come sottili precisazioni semantiche nella scelta dei vocaboli, virtuosismi che si riconducono alla caratteristica personalità di grammatico e lessicografo del Facio (...). Questa ipotesi di una duplice redazione di alcune lettere, per le quali Vd rappresenterebbe lo stadio α, ipotesi che confermerebbe una volta per tutte l'esistenza di un progetto editoriale dell'epistolario di Facio, ideato e avviato dall'autore stesso, dovrà essere in realtà verificata sulla base di ulteriori indagini a livello della tradizione manoscritta e dei rapporti tra i vari testimoni e, in particolare, sull'entità e sulla natura delle varianti» (Albanese-Bulleri 2000, pp. 168-169). Inoltre, la presenza in Valladolid BU 227 e in Ve BNM Lat. XI 80 di un gruppo di lettere disposte secondo la medesima successione, benché esse non presentino alcun legame evidente né per cronologia né per temi trattati, sembra autorizzare l'ipotesi di un archetipo comune per i due testimoni; le prime collazioni rivelano anche la dipendenza di Camaldoli ASE 1130 da Ve BNM Lat. XI 80. Per quanto riguarda i codici utilizzati da Lorenzo Mehus, primo editore di un gruppo di lettere faciane in Mehus 1745, se, allo stato attuale degli studi, è possibile stabilire che una decina di lettere risultano estratte dagli epistolari di Barbaro, Piccolomini e Poggio Bracciolini (e sulle modalità del lavoro di Mehus, cfr. Albanese-Bulleri 2000, pp. 172-174), soltanto un'approfondita ricognizione dell'epistolario di Mehus e dei suoi appunti potrebbe svelare la fonte di sei lettere faciane assenti in tutti i codici finora rinvenuti. Per quanto riguarda le caratteristiche generali delle lettere faciane e le conseguenti strategie ecdotiche, le prime parziali conclusioni a cui giungono le future editrici delle lettere di Facio mostrano che «il carteggio faciano non è un epistolario, se con questo termine si indicano esclusivamente le raccolte strutturate dagli autori, ma non è neppure una semplice raccolta perché porta i segni di una revisione d'autore e pone il delicato problema delle varianti redazionali» (Albanese-Bulleri 2000, p. 178).

Le lettere di Facio,dunque,tramandate in una raccolta monografica, in una veste di epistolario vero e proprio, da un solo codice, e tradite in maniera più o meno sparsa in parecchi manoscritti, approdarono per la prima volta alla stampa con la parziale raccolta di Mehus 1745: di volta in volta, soprattutto ai fini di una ricostruzione biografica della figura di Facio, sono state stampate varie lettere in Mittarelli 1789, Braggio 1884, Gabotto 1891 e Mazzini 1903. L'importante scoperta di Kristeller 1965 del manoscritto Valladolid BU 227, malgrado l'inquadramento prevalentemente strumentale delle lettere di Facio nell'ambito delle ricerche sulla vita e l'opera dell'umanista ligure (sul contributo di Kristeller, cfr. Albanese-Bulleri 2000, pp. 137-139) ha rappresentato un significativo progresso per le ricerche sull'epistolario faciano; varie lettere, spesso inedite, sono state poi pubblicate in Albanese-Pietragalla 1999 e in  Albanese-Bulleri-Pietragalla-Tangheroni 2000. Da ultimo, il saggio di Albanese-Bulleri 2000 rappresenta il livello più avanzato nella ricostruzione ecdotica del testo faciano, ancora in fase di completamento.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Albanese-Bulleri 2000 = Gabriella Albanese-Monia Bulleri, L'epistolario, in Studi su Bartolomeo Facio, a cura di Gabriella Albanese, Pisa, Edizioni ETS, 2000, pp. 133-214.

Edizioni significative
Mehus 1745 = Bartholomaei Facii De viris illustribus liber (...). Recensuit, praefationem vitamque auctoris addidit Laurentius Mehus (...), qui nonnullas Facii (...) epistolas adjecit, Florentiae 1745, pp. 79-108
L’edizione di Mehus comprende una silloge di 16 lettere: 8 di Facio e 8 dei corrispondenti

Mittarelli 1789 = Bibliotheca codicum manuorum Monasterii S. Michaelis Venetiarum (...) opus postumum Jo. Benedicti Mittarelli (...), Venetiis 1789, coll. 372-383
L’edizione comprende una silloge di 24 lettere, 16 dell’autore e 8 di corrispondenti, tratte dal codice della Biblioteca Marciana Lat. XI 80

Altre edizioni
Albanese-Bulleri-Pietragalla-Tangheroni 2000 = Gabriella Albanese-Monia Bulleri-Daniela Pietragalla-Marco Tangheroni, Storiografia come ufficialitą alla corte di Alfonso il Magnanimo, negli Atti del XVI Congresso di Storia della Corona d'Aragona,  2 voll., a cura di G. D'Agostino-G.Buffardi, Napoli, Paparo Edizioni, 2000, pp. 1210-1248
Nel saggio vengono pubblicate molte lettere inedite tratte per lo pił dal codice di Valladolid

Albanese-Pietragalla 1999 = Gabriella Albanese - Daniela Pietragalla, "In honorem regis edidit". Lo scrittoio di Bartolomeo Facio alla corte napoletana di Alfonso il Magnanimo, in «Rinascimento», 39 (1999), pp. 293-336
Nel saggio vengono pubblicate molte lettere inedite tratte per lo pił dal codice di Valladolid

Braggio 1884 = Carlo Braggio, Una novella del Boccaccio tradotta da Bartolomeo Fazio, in «Giornale ligustico di archeologia, storia e letteratura», XI (1884), pp. 379-397
Nel saggio viene recuperata una epistola a Luis dez Puig con la versione latina di Decameron X 1

Gabotto 1891 = Francesco Gabotto, Un nuovo contributo alla storia dell'umanesimo ligure, in «Atti della Societą ligure di Storia patria», XXIV (1891), pp. 5-283
Pubblica un gruppo di otto lettere di Facio a Panormita tratte dal codice Vat. lat. 3372

Kristeller 1965 = Paul Oskar Kristeller, The Humanist Bartolomeo Facio and his Unknown Correspondence, in From the Renaissance to the Counter Reformation. Essays in Honor of G. Mattingly, ed. C. H. CARTER, New York, Random House, 1965, pp. 56-74, poi in Paul Oskar Kristeller, Studies in Renaissance Thought and Letters, 2 voll., Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1985, pp. 265-280
Kristeller segnala l’esistenza dell’importante codice di Valladolid, e, nella seconda edizione, arricchita e ampliata, pubblica ampi stralci di lettere inedite

Marchiori 1971 = Claudio Marchiori, Bartolomeo Facio tra letteratura e vita, Milano, Marzorati, 1971
Si tratta di una lacunosa biografia di Facio nella quale vengono pubblicate varie lettere tratte dal codice Vat. lat. 2906 e otto lettere, a tutt’oggi di dubbia attribuzione

Mazzini 1903 = Uberto Mazzini, Appunti e notizie per servire alla bio-bibliografia di Bartolomeo Facio, in «Giornale storico e letterario della Liguria», IV (1903), pp. 400-454
Nel saggio viene fornito per la prima volta un incipitario di 45 lettere di Facio e dei suoi corrispondenti

Bibliografia filologica
Ciociola 2001 = La tradizione dei testi, coordinato da Claudio Ciociola, vol. X della StoLI (2001).
pp. 487-488

Indice della scheda