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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
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Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Landino, Cristoforo

(Firenze, 1424 - Borgo alla Collina [Arezzo], 1498)

Xandra

di Daniela Pietragalla

Notizie generali

Datazione: 1443/1459
Lingua/Dialetto: latino
Tipologia testuale: poesia
Genere: lirica
Nota metrica: prevalentemente dist. elegiaci


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (36)
1. Berlin (Germania), Staatsbibliothek zu Berlin - Preußischer Kulturbesitz, Lat. oct. 183 = Berlin S Lat. oct. 183

Datazione: sec. XV

Contiene soltanto la Xandra

Ms. non esaminato direttamente


2. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Palatino latino, 43 = CV BAV Pal. lat. 43

Datazione: sec. XV
Localizzazione: c. 60r

Il codice, appartenuto a Giannozzo Manetti, contiene il carme C XIII

Ms. non esaminato direttamente


3. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Palatino latino, 1594 = CV BAV Pal. lat. 1594

Datazione: sec. XV
Localizzazione: c. 148r

Il codice contiene il carme C XIII

Ms. non esaminato direttamente


4. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urbinate latino, 368 = CV BAV Urb. lat. 368

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 2r-57v

Il codice è di mano di Federico Veterano

Ms. non esaminato direttamente


5. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3366 = CV BAV Vat. lat. 3366

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 3r-87r

Il codice, appartenuto a Bernardo Bembo, contiene alle cc. 3r-79v la Xandra, seguita, alle cc. 79v-87r dai carmi C V-VIII e presenta note marginali di mano di Landino

Ms. non esaminato direttamente


6. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 9237 = CV BAV Vat. lat. 9237

Datazione: sec. XV

Il codice contiene soltanto la Xandra

Ms. non esaminato direttamente


7. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, II 162 = Fe BC II 162

Datazione: sec. XV fine
Localizzazione: cc. 120r-122v

Il codice, appartenuto a Bernardo Bembo, contiene due carmi di Landino, C III e C IV, e una epistola del poeta allo stesso Bembo

Ms. non esaminato direttamente


8. Firenze, Biblioteca Marucelliana, B I 9 = Fi BM B I 9

Datazione: sec. XVIII
Localizzazione: cc. 24r-25v e 38r-41r

Il codice, che conserva i documenti relativi alla biografia di Landino, contiene i carmi XVI e XXII rispettivamente del III e II libro della Xandra, nella versione antiquior, il carme A I XXIV più un carme di dubbia attribuzione

Ms. non esaminato direttamente


9. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XXXIII 23 = Fi BML XXXIII 23

Datazione: sec. XV

Contiene soltanto la Xandra

Ms. non esaminato direttamente


10. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XXXIII 24 = Fi BML XXXIII 24

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 1r-63r e 66r-67v

Contiene alle cc. 1r-63r la Xandra e alle cc. 66r-67v il carme C II

Ms. non esaminato direttamente


11. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XXXIII 25 = Fi BML XXXIII 25

Datazione: sec. XV

Contiene soltanto la Xandra, con l'esclusione del carme XVIII del III libro, ed è il codice di dedica a Piero de' Medici

Ms. non esaminato direttamente


12. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XXXIII 26 = Fi BML XXXIII 26

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 1r-57v


Ms. non esaminato direttamente


13. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XXXIII 27 = Fi BML XXXIII 27

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 1r-38r

Contiene il libro primo della Xandra e parte del secondo

 



Ms. non esaminato direttamente


14. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XC sup. 28 = Fi BML XC sup. 28

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 2r-3v

Contiene un solo carme, C IX

Ms. non esaminato direttamente


15. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XC sup. 47 = Fi BML XC sup. 47

Datazione: sec. XV seconda metà
Localizzazione: cc. 119v-123v

Contiene soltanto il carme VII del III libro della Xandra nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


16. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashburnham, 1703 = Fi BML Ashb. 1703

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 91r-95v e 101r-103r

Contiene soltanto i carmi VII e XVIII del III libro della Xandra nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


17. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II IX 144 = Fi BNC II IX 144

Datazione: sec. XV
Localizzazione: c. 2r-10v

Contiene i carmi A III VII; A III XVII; A III VIII-X

Ms. non esaminato direttamente


18. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II X 31 = Fi BNC II X 31

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 53v-56r

Contiene soltanto il carme XVII del III libro della Xandra nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


19. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, I 40 = Fi BNC Magl. I 40

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 22r-25r

Contiene soltanto il carme V del III libro della Xandra, nella versione antiquior, e il carme C I

Ms. non esaminato direttamente


20. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VII 601 = Fi BNC Magl. VII 601

Datazione: sec. XVI/XVII
Localizzazione: cc. 52r-61v e 86r

Contiene un'antologia di carmi della Xandra: A I XXIV; A I IV; A I XXIII-XXIV; A II XXVIII; A III VIII-XI; A I XVIII

Ms. non esaminato direttamente


21. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VII 1120 = Fi BNC Magl. VII 1120

Datazione: 1454
Localizzazione: cc. 60r-61v

Contiene soltanto i carmi XVI e XXII, rispettivamente del II e II libro della Xandra, nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


22. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VII 1125 = Fi BNC Magl. VII 1125

Datazione: sec. XV
Localizzazione: c. 51r

Contiene soltanto i carmi C XI e C XII

Ms. non esaminato direttamente


23. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VIII 1433 = Fi BNC Magl. VIII 1433

Datazione: sec. XVI
Localizzazione: cc. 5v-6r

Contiene soltanto il carme C XIV

Ms. non esaminato direttamente


24. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VIII 1445 = Fi BNC Magl. VIII 1445

Datazione: sec. XV fine
Localizzazione: cc. 311r-314v

Contiene soltanto il carme VII del III libro della Xandra nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


25. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 660 = Fi BR 660

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 70r-r1r

Contiene il carme C II

Ms. non esaminato direttamente


26. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 708 = Fi BR 708

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 1r-56r


Ms. non esaminato direttamente


27. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 906 = Fi BR 906

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 26v-29r

Contiene soltanto il carme VII del III libro della Xandra nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


28. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 959 = Fi BR 959

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 1r-52v


Ms. non esaminato direttamente


29. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 1721 = Fi BR 1721

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 61v-62v

Contiene il carme C II

Ms. non esaminato direttamente


30. Lucca, Biblioteca Statale, 1460 = Lu BS 1460

Datazione: 1449
Localizzazione: cc. 23r-37v

Il codice è l'unico testimone della Xandra nella sua forma antiquior

Ms. non esaminato direttamente


31. Napoli, Biblioteca Nazionale «Vittorio Emanuele III», IV F 20 = Na BN IV F 20

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 109v-163v


Ms. non esaminato direttamente


32. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Y d réserve 17 = Paris BNF Y d réserve 17

Datazione: 1481

Si tratta di un incunabolo contenente un foglio manoscritto con il carme C X

Ms. non esaminato direttamente


33. Roma, Biblioteca dell\'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Rossi, 213 = Rm BAL Rossi 213

Datazione: sec. XV
Localizzazione: cc. 1r-40v

Contiene il primo libro della Xandra e parte del secondo

Ms. non esaminato direttamente


34. Roma, Biblioteca dell\'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Rossi, 230 = Rm BAL Rossi 230

Datazione: sec. XV
Localizzazione: c. 188r

Contiene alla c. 188r il carme XVIII del III libro della Xandra, nella versione antiquior

Ms. non esaminato direttamente


35. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Latino, XII 86 (già Nanianus 114) = Ve BNM Lat. XII 86

Datazione: sec. XV

Il codice, appartenuto a Ugolino Verino, contiene il carme XVIII del III libro della Xandra

Ms. non esaminato direttamente


36. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Latino, XII 89 (già Nanianus 117) = Ve BNM Lat. XII 89

Datazione: sec. XVI


Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione
La Xandra, raccolta poetica di argomento amoroso, fu elaborata a più riprese da Cristoforo Landino il quale, secondo un metodo di lavoro tipicamente umanistico, nel corso del tempo continuò ad inserire nei suoi carmi mutamenti redazionali. Il filologo Alessandro Perosa, che nel 1939 curò l’edizione critica dei carmi di Landino, ha ricostruito le complesse vicende di questa tradizione in movimento individuando due principali fasi redazionali. L’edizione di Perosa segna una tappa fondamentale nella storia della critica del testo, in quanto getta le basi della filologia medievale e umanistica fissando per i testi di questo periodo criteri di edizione peculiari, del tutto diversi da quelli comunemente adottati per l’edizione dei testi classici. Nelle vicende di elaborazione e di trasmissione della raccolta poetica di Landino, Perosa, dunque, rileva una prima fase redazionale, ascrivibile al periodo 1443-1444, tradita da un solo codice (Lu BS 1460) - assai corretto e trascritto forse direttamente dall’archetipo - e costituita da 53 componimenti dedicati a Leon Battista Alberti. Agli anni 1458-1459 risalirebbe una seconda redazione dell’opera, dedicata a Piero de' Medici e costituita da 82 componimenti - con omissioni, aggiunte e rielaborazioni rispetto alla precedente forma - divisi in tre libri: il codice di dedica a Piero è stato individuato nel raffinato manoscritto Fi BML XXXIII 25 contenente anche correzioni di mano dello stesso autore. Dopo questa data, che segna l’edizione ufficiale della Xandra, la silloge si arricchì di altri componimenti elaborati in tempi successivi: in questa ultima veste, la raccolta è testimoniata dalla tradizione manoscritta in maniera piuttosto difforme a causa dei continui interventi dell’autore sui propri testi. I carmi di Landino, approdati alla stampa soltanto nel Settecento, hanno avuto una notevole diffusione manoscritta consistente in 35 testimoni: Berlin S Berol. Lat. oct. 183 [= Be], CV BAV Vat. lat. 3366 [= V1], CV BAV Vat. lat. 9237 [= V2], CV BAV Urb. lat. 368 [= V3], CV BAV Pal. lat. 43 [= V4], CV BAV Pal. lat. 1594 [= V5], Fe BC II 162  [= Fe], Fi BML XXXIII 23 [= L1], Fi BML XXXIII 24 [= L2], Fi BML XXXIII 25 [= L3], Fi BML XXXIII 26 [= L4], Fi BML XXXIII 27 [= L5], Fi BML XC sup. 28 [= L6], Fi BML XC sup. 47 [= L7], Fi BML Ashb. 1703 [= L8], Fi BR 660 [= R1], Fi BR 708 [= R2], Fi BR 906  [= R3], Fi BR 959 [= R4], Fi BR 1721 [= R5], Fi BNC Magl. I 40 [= M1], Fi BNC Magl. VII 601 [= M2], Fi BNC Magl. VII 1120 [= M3], Fi BNC Magl. VII 1125 [= M4], Fi BNC Magl. VIII 1433 [= M5], Fi BNC Magl. VIII 1445 [= M6], Fi BNC II IX 144 [= M7], Fi BNC II X 31 [= M8], Fi BM B I 9 [= Mcl], Lu BS 1460 [= Lu], Na BN IV F 20 [= N], Rm BANLC Rossi 213 [= Co1], Rm BANLC Rossi 230 [= Co2], Ve BNM Lat. XII 86 [= Ve1] e Ve BNM Lat. XII 89 [= Ve2] a cui è da aggiungere Paris BNF Y d réserve 17 [= P], un incunabolo  appartenuto a Bernardo Bembo, che contiene un foglio manoscritto su cui è stato copiato un carme della raccolta. Nell’analisi della tradizione dei carmi, Perosa distingue tre sezioni principali (A = la Xandra  nella sua veste definitiva in tre libri; B = la prima redazione della Xandra; C = altri carmi) tenendo conto anche dei componimenti di dubbia attribuzione e analizzando a parte i carmi che, prima di essere raccolti nella Xandra, erano stati pubblicati separatamente. Nella sua veste definitiva in tre libri, la Xandra è tradita da quattordici testimoni (Berlin S Berol. Lat. oct. 183, Rm BANLC Rossi 213, Fi BML XXXIII 23, Fi BML XXXIII 24, Fi BML XXXIII 25, Fi BML XXXIII 26, Fi BML XXXIII 27, Na BN IV F 20, Fi BR 708, Fi BR 959, CV BAV Vat. lat. 3366, CV BAV Vat. lat. 9237CV BAV Urb. lat. 368 e Ve BNM Lat. XII 89) -  il più antico dei quali è il manoscritto di dedica a Piero de’ MediciFi BML XXXIII 25 - che riflettono una complessa vicenda di interventi d’autore. Di questi quattordici testimoni, sei (Berlin S Berol. Lat. oct. 183, Fi BML XXXIII 25, Fi BML XXXIII 26, Na BN IV F 20Fi BR 708 e CV BAV Vat. lat. 9237) mostrano tracce della forma antiquior del testo e, tra questi, tre (Fi BML XXXIII 25Fi BR 708 e CV BAV Vat. lat. 9237) risultano corretti da una mano posteriore, identificabile in alcuni casi (come nel testimone CV BAV Vat. lat. 9237) con la mano di Landino stesso. I quattordici codici della Xandra sono stati divisi da Perosa in tre gruppi: α (Berlin S Berol. Lat. oct. 183Fi BML XXXIII 26 e Na BN IV F 20) che comprende «tres codices (…) rasuris minime emendatos» (Perosa 1939, p. XLVIII); β (Fi BML XXXIII 25Fi BR 708 e CV BAV Vat. lat. 9237) che comprende «reliquos tres rasuris correctos» (Perosa 1939, p. XLVIII); γ (Rm BANLC Rossi 213, Fi BML XXXIII 23, Fi BML XXXIII 24, Fi BML XXXIII 27, Fi BR 959, CV BAV Vat. lat. 3366CV BAV Urb. lat. 368 e Ve BNM Lat. XII 89) a cui appartengono i codici che attestano l’ultima versione della Xandra. La distinzione tra le famiglie α e β è, secondo Perosa, una distinzione di comodo che pertiene essenzialmente alla forma esteriore dei codici: «nam classium α et β codices nullo artiore vinculo inter se sunt legati quoniam neque alius ex alio illorum est excriptus (ut ex singulorum erroribus apparet) neque omnes ex uno quodam archetypo fluxisse constat quia videlicet textus ipsius forma iterum atque iterum ab auctore mutata est, - nisi Landinum ipsum in archetypum suum correctiones varias paulatim introduxisse putemus» (Perosa 1939, p. XLVIX). Nell’ambito dei codici delle due famiglie α e β, i manoscritti più corretti risultano essere Fi BML XXXIII 25, il codice di dedica a  Piero de’ Medici, e CV BAV Vat. lat. 9237, mentre i rimanenti testimoni mostrano gradi diversi di corruttela testuale. Nell’ambito, invece, della famiglia γ - la quale attesta la forma definitiva della raccolta, quella che il poeta non mutò più, fatta eccezione per quei loci che non lo soddisfacevano soprattutto da un punto di vista metrico - Perosa distingue tre famiglie caratterizzate da un testo pressoché simile ma non immediatamente riferibili ad un unico archetipo: una prima famiglia comprende Fi BML XXXIII 24, il più antico di tutto il gruppo γ, e  Fi BML XXXIII 27; ad un altro sottogruppo appartengono Rm BANLC Rossi 213, Fi BML XXXIII 23 (caratterizzato da un testo piuttosto accurato) e  Ve BNM Lat. XII 89, apografo del codice fiorentino; infine, possono essere ricondotti ad un archetipo comune i testimoni corrotti CV BAV Vat. lat. 3366CV BAV Urb. lat. 368 e il più corretto Fi BR 959. Delineata, dunque, una situazione tipicamente umanistica di “archetipo in movimento”, Perosa individua proprio nella famiglia γ, portatrice di un testo definitivo approvato dall’autore (e caratterizzato da alcune imperfezioni metriche che l’editore segnala di aver rispettato), il punto di riferimento principale per la costituzione del testo.
 Trasmessa da un discreto numero di manoscritti, la Xandra fu stampata soltanto nel XVIII secolo: l’unica edizione critica è quella, esemplare, di Perosa 1939. Fu un anonimo il primo a pubblicare, nel 1720, con congetture non disprezzabili secondo Perosa, un’antologia della Xandra, sulla base del codice Fi BML XXXIII 24. Nel 1747 Angelo Maria Bandini pubblicò, in una edizione imperfetta e arbitraria, un’ampia scelta di componimenti della Xandra sulla base del codice Fi BR 708. Dopo altre pubblicazioni occasionali di un ristretto gruppo di carmi, l’ultima ampia raccolta, prima dell’edizione critica di  Perosa, è quella elaborata nel 1913 da Gino Bottiglioni il quale pubblicò alcuni versi di vari componimenti della Xandra, sulla base del codice Fi BML XXXIII 25.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Perosa 1939 = Christophori Landini Carmina omnia, ex codicibus manuis primum edidit Alessandro Perosa, Florentiae, in aedibus L. S. Olschki, 1939

Edizioni significative
Landino 1720 = Carmina illustrium poetarum italorum,vol. VI, Florentiae 1720
Pubblica un’ampia scelta della Xandra sulla base del codice Fi BML XXXIII 24

Landino 1747 = Angelus Maria Bandinius, Specimen literaturae florentinae saeculi XV, vol. I, Florentiae 1747
Pubblica un’ampia scelta della Xandra sulla base del codice Fi BR 708

Landino 1756 = Ioannes Lamius, Catalogus codicum manuorum qui in Bibliotheca Riccardiana Florentiae adservantur, Liburni 1756
Pubblica, a p. 255, i carmi A II VIII; A III III

Landino 1776 = Angelus Maria Bandinius, Catalogus codicum latinorum Bibliothecae Mediceae Laurentianae, vol. III, Florentiae 1776
Pubblica alla col. 463 il carme C IX

Altre edizioni
Bottiglioni 1913 = Gino Bottiglioni, La lirica latina in Firenze nella II metà del secolo XV, Pisa 1913
Pubblica estratti di vari componimenti della Xandra sulla base del codice Fi BML XXXIII 25

Della Torre 1900 = Arnaldo Della Torre, La prima ambasceria di Bernardo Bembo a Firenze, in «Giornale storico della letteratura italiana», XXXV (1900), pp. 258-333
Pubblica, alle pp. 322-332, i carmi C III-VIII

Lazzari 1897 = Alfonso Lazzari, Ugolino e Michele Verino, Torino 1897
Pubblica, a p. 15; 38; 40; 220, i carmi A III XVII; A I VII; A I XXV; C IX

Ledos 1893 = E. G. Ledos, Lettre inédite de Cristoforo Landino a Bernardo Bembo, Bibliothèque de l'École des chartes, Paris 1893
Pubblica a p. 724 il carme C X

Mancini 1887 = Girolamo Mancini, Nuovi documenti e notizie sulla vita e sugli scritti di Leon Battista Alberti, in «Archivio Storico Italiano», IV serie, XIX (1887), pp. 190-212; 313-334
Pubblica, a p. 319, il carme B XXVII

Roscoe 1816 = Guglielmo Roscoe, Vita di Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico, 3 voll., Pisa 1816
Pubblica, in appendice al vol. I, a p. XLV i carmi A II I-II; A II VI e, in appendice al vol. III, a p. XLIV il carme C IX

Bibliografia filologica
Ciociola 2001 = La tradizione dei testi, coordinato da Claudio Ciociola, vol. X della StoLI (2001).
pp. 423-424

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