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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
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Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Meo dei Tolomei

(Siena, sec. XIII metà - Siena, 1310 p.)

Rime (redaz.)

di Anna Bruni Bettarini

Notizie generali

Datazione: sec. XIII/XIV
Tipologia testuale: poesia
Genere: lirica
Nota metrica: 18 son., 1 son. dubbio, 1 car.


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (4)
1. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barberiniano latino, 3953 (già XLV 47) = CV BAV Barb. lat. 3953

Datazione: 1325/1328


Ms. non esaminato direttamente


2. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi, L VIII 305 = CV BAV Chigi L VIII 305

Datazione: sec. XIV metà

De Robertis, Censimento, XLII (1965) n. 337

Ms. non esaminato direttamente


3. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3793 = CV BAV Vat. lat. 3793

Datazione: sec. XIII/XIV


Ms. non esaminato direttamente


4. El Escorial (Spagna), Real Biblioteca de San Lorenzo, Latino, e III 23 (già III.F.24, V.A.2) = ES RBSL Lat. e III 23

Datazione: sec. XIII/XIV


Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione

Un poeta di nome «Meuzzo dei Tolomei» è attestato nel ms. CV BAV Barb. Lat. 3953  [=B] nella rubrica al sonetto Nonn-è larghez[z]a dare, al mio parvente,  smentita dall’autorevole CV BAV Vat. lat. 3793 [=V] che lo dà in una serie di componimenti di Maestro Rinuccino, con attribuzione esplicita a questo autore. In base a questa documentazione l’esistenza e l’opera del rimatore sarebbe stata assai precaria se non fosse stato proposto all’attenzione degli studi il ms. ES RBSL Lat.e.III.23 [=E] Barbi 1915, pp. 512 e ss.), nel quale sotto nome di «Meuçço di Tallom[ei] da Siena» vengono riportati cinque sonetti (ni I, II, VI, VII, VIII), tutti con esplicito riferimento a Min Zeppa e, più avanti di qualche carta, il caribo A·nnulla guisa me posso soffrire con la rubrica «Meo di Scemone fratel di Messer Min Zeppa». Quattro dei sonetti trasmessi da E (niII, VI, VII, VIII) sono contenuti in CV BAV Chig. L. VIII. 305 [=C] tra i componimenti adespoti di Cecco Angiolieri o a lui attribuiti. L’esplicita attribuzione del manoscritto veneto ha messo in discussione la compattezza del blocco di sonetti adespoti di C attribuiti all’Angiolieri, tanto più perché il tema del contrasto col fratello Mino, associato alla madre e in alcuni casi a un terzo personaggio Ciampolino, ha consentito di attribuire dalla medesima sezione di C altri sonetti con tali riferimenti (ni V, IX-XVII), cui si aggiunge il sonetto dialogato Le gioi ch’i’ t’ho recate da Veneza (n° XVIII), che vede protagonista lo stesso Meo.
Per quanto riguarda i testi presenti nei due testimoni, C ed E, Bruni Bettarini 1974, p. 42 rileva l’assenza di errori comuni (relativamente significativa la convergenza che può essere poligenetica a VIII, 2), e di contro l’estesa casistica delle varianti. A seguito dell’osservazione di carattere generale che «gli editori (...) non hanno concesso molta autorità alle lezioni di E», si procede a un confronto puntuale dei manoscritti dimostrando la possibilità della dialettica tra le testimonianze per la ricostruzione del testo.
La questione attributiva coinvolge fin dall’inizio tutti e due gli autori, Meo e Cecco, come dimostra sia la totale resistenza di Massera 1917 e delle successive edizioni ad accogliere la testimonianza di E, sia l’alterno riferimento di alcuni componimenti all’uno e all’altro. Il numero dei sonetti attribuiti al Tolomei tra quelli adespoti in C non è costante: il primo intervento che discute la questione, quello di Todaro 1934 (sostenuto nei risultati da Guerri 1934), attribuisce 16 sonetti (nn. II, V-XVIII) e, per l’identità del nome col personaggio evocato da Meo, Deh, guata, Ciampol, ben questa vecchiuzza edito poi tra i sonetti dubbi dell’Angiolieri da Marti 1956 e Vitale 1956, quindi con incerta attribuzione a Muscia a seguito dell’ipotesi di Pèrcopo 1907 da Bruni Bettarini 1974, mentre scioglie la riserva per tale poeta Lanza 1990.
Marti 1950a fa aggiunte all’elenco di Todaro e i risultati hanno esito in Marti 1956 con 17 sonetti certi (nn. I, II, V-XVIII) e di tre dubbi (nn. II, III, D.1), con l’inserimento appunto nel secondo gruppo dei componimenti che hanno come protagonista la madre Sì fortemente l'altrier fu' malato (n° III) e Mie madre sì m'insegna medicina (n° IV), già da Bazzini 1954 confermati a Cecco. Viene assunto invece tra i componimenti di Meo il sonetto Caro mi costa la malinconia per la citazione interna di Min Zeppa, motivazione accolta da Lanza 1990; tale decisione viene discussa da Bruni Bettarini 1974, pp. 39-40 che motiva l’esclusione del sonetto dal corpus delle rime di Meo.
Vitale 1956 dà a Meo 18 sonetti (nn. I-XVIII) e attribuisce dubitosamente Caro mi costa la malinconia, mentre pubblica L’altrier sì mi ferio una tal ticca (D.1) tra i componimenti incerti di Angiolieri.                             

Dopo Bruni Bettarini 1974 riapre parzialmente la questione Lanza 1990 ai margini dell’edizione delle rime di Angiolieri e dà come accertati a Meo D.1 e Caro mi costa la malinconia.
La presenza di Meuzzo Tolomei nell’ edizione Allacci 1661 (da cui Valeriani 1816) deriva dalla testimonianza di B, da cui viene pubblicato il sonetto Nonn-è larghez[z]a dare, al mio parvente. L'attribuzione di CV BAV Vat. lat. 3793 a Maestro Rinuccino è ritenuta attendibile da Bruni Bettarini 1974 e da Carrai 1981
Massera 1917 giustifica la scarsa considerazione dell’attribuzione di E con la dichiarazione di dubbia lettura del nome Meuçço da parte di Mario Casella, nella sua prima relazione sul codice, particolare poi negato dallo stesso studioso ma tenuto in fede ancora da Massera 1920, nella quale ignora ancora l’opera autonoma del Tolomei, pubblicandone i sonetti sotto il nome di Angiolieri.
La rilevanza dell’attestazione di E per la relazione tra i due sonetti di Cecco e Meo dall’incipit I’ son sì magro che quasi traluco viene sottolineata da Contini 1964.
Il caribo A nulla guisa me posso soffrire viene pubblicato per la prima volta da Todaro 1933 con radicali interventi sulla patina linguistica, seguito in questo da Vitale 1956. Ritorna sul manoscritto rivedendo anche lo schema metrico Marti 1956. L’edizione Bruni Bettarini 1974 ristabilisce in più casi la lezione del codice e propone una diversa scansione delle strofe.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Allacci 1661 = Poeti antichi raccolti da codici mss. della Biblioteca Vaticana e Barberina da Monsignor Leone Allacci, Napoli, d'Alecci, 1661, pp. 455-56 [rist. anast.: Firenze, 1847]
pubblica Nonn-è larghez[z]a dare al mio parvente

Bruni Bettarini 1974 = Anna Bettarini Bruni, Le rime di Meo dei Tolomei e di Muscia da Siena, in «Studi di filologia italiana», XXXII (1974)

Quaglio 1970 = Anton Enzo Quaglio, La poesia realistica in Il Duecento dalle Origini a Dante, in Letteratura italiana - Storia e Testi, Bari, Laterza, 1970, vol. I., t. II, pp. 9-77  
pubblica V, VIII, IX, X, XI

Thornton 1926 = Herman Hervey Thornton, The Poems ascribed to Frederick II and "Rex Fridericus", in «Speculum», I (1926), pp. 87-100
Pubblica A nulla guisa me posso soffrire

Edizioni significative
Marti 1956 = Mario Marti, Poeti giocosi del tempo di Dante, Milano, Rizzoli, 1956, pp. 95-104
pp. 143-163 pubblica A nulla guisa me posso soffrire

Todaro 1933 = Adele Todaro, Il caribetto «A nulla guisa» di Meo di Simone dei Tolomei, in «Bullettino senese di Storia Patria», N.S., IX (1933)
pubblica A nulla guisa me posso soffrire

Vitale 1956 = Rimatori comico-realistici del Due e Trecento, a cura di Maurizio Vitale, Torino, Utet, 1956

Altre edizioni
Carrai 1981 = I sonetti di Maestro Rinuccino da Firenze, a cura di Stefano Carrai, Firenze, Accademia della Crusca, 1981
pubblica Nonn’è larghez[z]a dare, al mio parvente

Catenazzi 1977 = Poeti fiorentini del Duecento, Brescia Morcellana, 1977
pubblica Nonn’è larghez[z]a dare, al mio parvente

Contini 1960 = Poeti del Duecento, 2 voll., Milano-Napoli, Ricciardi Editore, 1960, vol 2° p. 365
pubblica III, XVIII

Lanza 1990 = Cecco Angiolieri, Le rime, Roma, Archivio Guido Izzi, 1990
pubblica D.1 e Caro mi costa la malinconia

Massera 1917 = Aldo Francesco Massera, Nuovi sonetti di Cecco Angiolieri, in «Studi Romanzi», XIII, (1917)
pp. 77-97 pubblica I

Massera 1920 = Aldo Francesco Massera, Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, a cura di Francesco Massera, 2 voll., Bari, Laterza, 1920 (nuova edizione riveduta e aggiornata da Luigi Russo, Bari Laterza, 1940)
Pubblica I-XVIII, D. 1 sotto il nome di Cecco Angiolieri

Piccoli 1952 = G. Piccoli, Caribo di Meo di Scemone, in «Zeitschrift für romanische philologie», LXVIII (1952)
pubblica A nulla guisa me posso soffrire

Spongano 1966 = Raffaele Spongano, Nozioni ed esempi di metrica italiana, Bologna, Patron, 1966
pubblica il caribo A nulla guisa me posso soffrire

Steiner 1925 = Cecco Angiolieri, Il Canzoniere, introduzione e commento a cura di Carlo Steiner, Torino, Utet, 1925
pubblica I-XVIII, D.1 sotto il nome di Cecco Angiolieri

Todaro 1934 = Adele Todaro, Sull’autenticità dei sonetti attribuiti a Cecco Angiolieri, Palermo, Boccone del povero, 1934
Pubblica I

Wis 1980 = R. Wis, Mito e leggenda di un sonetto di Meo dei Tolomei, in « Aevum», LIV (1980)
pubblica XI

Bibliografia filologica
Bazzini 1954 = Intorno all’autenticità delle rime ascritte a Cecco Angiolieri, «Filologia Romanza», I, (1954)

Contini 1964 = Gianfranco Contini, Postilla angiolieresca, in «Studi di filologia italiana», XXII (1964)

Debenedetti = Santorre Debenedetti, nota all’edizione Adele Todaro, Il caribetto «A nulla guisa» di Meo di simone dei Tolomei, in «Bullettino senese di Storia Patria», N.S., IX (1933), pp. 143-63 in «Giornale storico della letteratura italiana», CIII (1934)

Guerri 1934 = Domenico Guerri, Revisione delle rime del«beffardo», in «Rivista di sintesi letteraria», I (1934), pp. 420-36, ora in Domenico Guerri, Scritti danteschi e d’altra letteratura antica, a cura di Antonio Lanza, Anzio, De Rubeis, 1990 pp. 289-305

Marti 1950a = Mario Marti, Sui sonetti attribuiti a Cecco Angiolieri, in «Giornale storico della Letteratura italiana», CXXVII (1950)

Marti 1950b = Mario Marti, Per una nuova edizione dei sonetti di Cecco Angiolieri, in «Convivium», XVIII 1950

Altra bibliografia
Ageno 1984 = Franca Brambilla Ageno, L’edizione critica dei testi volgari, Padova, Antenore, 1984
pubblica Nonn-è larghez[z]a dare al mio parvente

Avalle 1992 = Concordanze della lingua poetica italiana delle origini (CLPIO), vol. I, a cura di D’A. S. Avalle e con il concorso dell’Accademia della Crusca, Milano-Napoli, Ricciardi, 1992 (Documenti di filologia, 25)
pubblica Nonn-è larghez[z]a dare, al mio parvente

Barbi 1915 = Michele Barbi, La Raccolta Aragonese, in Michele Barbi, Studi sul canzoniere di Dante, con nuove indagini sulle raccolte manoscritte e a stampa di antiche rime italiane. In servigio dell’edizione nazionale delle opere di Dante promossa dalla Società Dantesca Italiana, Firenze, G. C. Sansoni Editore, 1915, pp. 215-326

Marti 1954 = Mario Marti, Cultura e stile nei poeti giocosi del tempo di Dante, Pisa, Nistri Lischi, 1954
pp. 59-82

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