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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
TLIon - Tradizione della letteratura italiana online

Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Giacomo da Lentini (Notaio, Notaro) (Jacopo)

(sec. XIII - ?)

Poesie

di Giuseppe Marrani

Notizie generali

Datazione: sec. XIII
Tipologia testuale: poesia
Genere: lirica
Nota metrica: 16 canz., 1 disc., 22 son.; 1 canz. dubbia, 2 son. dubbi


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (38)
1. Bologna, Archivio di Stato, Memoriale 74 = Bo AS Mem. 74

Datazione: 1288


Ms. non esaminato direttamente


2. Bologna, Archivio di Stato, Memoriale 120 = Bo AS Mem. 120

Datazione: 1310


Ms. non esaminato direttamente


3. Bologna, Archivio di Stato, Memoriale C 374 (gią 70) = Bo AS Mem. C 374

Datazione: 1300/1301


Ms. non esaminato direttamente


4. Bologna, Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, B. 3467 = BO BCA B. 3467

Datazione: sec. XVI/XVIII

la sezione 6 contiene due frammenti di due diverse stesure autografe di Giovanni Maria Barbieri, L'Arte del rimare con citazioni anche da rimatori italiani

Ms. non esaminato direttamente


5. Bologna, Biblioteca Universitaria, 1289 (gią Amadei) = Bo BU 1289

Datazione: sec. XVI/XVII
Descrizione: Composto inoltre dai codici 1773, 1072 e 4011 (cfr. Frati 1923, pp. 38-49).


Ms. non esaminato direttamente


6. Bologna, Biblioteca Universitaria, 2448 (gią Aul. III. Appendix Mss. 1067, gią Aul III. A. I. 13) = Bo BU 2448

Datazione: 1564


Ms. non esaminato direttamente


7. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barberiniano latino, 3953 (gią XLV 47) = CV BAV Barb. lat. 3953

Datazione: 1325/1328


Ms. non esaminato direttamente


8. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barberiniano latino, 3989 = CV BAV Barb. lat. 3989

Datazione: sec. XVII


Ms. non esaminato direttamente


9. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barberiniano latino, 4000 (gią XLV 94) = CV BAV Barb. lat. 4000

Datazione: sec. XVII


Ms. non esaminato direttamente


10. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi, L IV 131 (ant. segnatura 2323, gią 580) = CV BAV Chigi L IV 131

Datazione: sec. XVI/XVII


Ms. non esaminato direttamente


11. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi, L IV 131 (ant. segnatura 2323, gią 580) = CV BAV Chigi L IV 131

Datazione: sec. XVI/XVII

le pp. 1-108, 109-124 contengono testi trascelti e copiati da Fi BNC B. R. 217; un'altra sezione del codice, pp. 783-898, è derivata dalla Raccolta Aragonese e contiene testi indirettamente descripti da Fi BML Redi 9

Ms. non esaminato direttamente


12. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi, L VIII 305 = CV BAV Chigi L VIII 305

Datazione: sec. XIV metą


Ms. non esaminato direttamente


13. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3213 (prov. Fulvio Orsini, Libri Vulgari II) = CV BAV Vat. lat. 3213

Datazione: sec. XVI prima metą


Ms. non esaminato direttamente


14. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3214 (antica segnatura bembesca nel taglio sup. XXX, prov. Fulvio Orsini, Librti volgari 10) = CV BAV Vat. lat. 3214

Datazione: 1523


Ms. non esaminato direttamente


15. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3793 = CV BAV Vat. lat. 3793

Datazione: sec. XIII/XIV


Ms. non esaminato direttamente


16. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano Latino, 4823 (copia di CV BAV Vat. lat. 3793 fatta eseguire da Angelo Colocci) = CV BAV Vat. lat. 4823

Datazione: sec. XVI prima metą

copia di CV BAV Vat. lat. 3793 fatta eseguire da Angelo Colocci

Ms. non esaminato direttamente


17. Firenze, Accademia della Crusca, 53 (gią Libri rari 3/33, gią cod. Rezzi, gią cod. Alessandri, noto come Raccolta Bartoliniana) = Fi AC 53

Datazione: 1529/1530


Ms. non esaminato direttamente


18. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XC inf. 37 = Fi BML XC inf. 37

Datazione: sec. XV/XVI


Ms. non esaminato direttamente


19. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashburnham, 479 = Fi BML Ashb. 479

Datazione: sec. XVI seconda metą


Ms. non esaminato direttamente


20. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi, 9 = Fi BML Redi 9

Datazione: sec. XIII/XIV


Ms. non esaminato direttamente


21. Firenze, Biblioteca Moreniana, Bigazzi, 96 = Fi BMo Big. 96

Datazione: sec. XVIII


Ms. non esaminato direttamente


22. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco Rari, 217 (gią E.5.4.49, gią Palatino 418, gią B.R. 2.2.12) = Fi BNC B.R. 217

Datazione: sec. XIII fine


Ms. non esaminato direttamente


23. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VII 640 = Fi BNC Magl. VII 640

Datazione: sec. XVI


Ms. non esaminato direttamente


24. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VII 1040 = Fi BNC Magl. VII 1040

Datazione: sec. XIV/XVI


Ms. non esaminato direttamente


25. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano, VII 1208 = Fi BNC Magl. VII 1208

Datazione: sec. XV


Ms. non esaminato direttamente


26. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palatino, 204 (E. 5. 5. 43, gią 721) = Fi BNC Pal. 204

Datazione: 1514 post


Ms. non esaminato direttamente


27. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2846 (gią Martelli) = Fi BR 2846

Datazione: 1581


Ms. non esaminato direttamente


28. Lucca, Biblioteca Statale, 1487 = Lu BS 1487

Datazione: sec. XVIII


Ms. non esaminato direttamente


29. Lucca, Biblioteca Statale, 1490 (Moücke 5) = Lu BS 1490

Datazione: sec. XVIII


Ms. non esaminato direttamente


30. Lucca, Biblioteca Statale, 1499 = Lu BS 1499

Datazione: sec. XVIII


Ms. non esaminato direttamente


31. Milano, Biblioteca Ambrosiana, O 63 sup. = Mi BA O 63 sup.

Datazione: sec. XV


Ms. non esaminato direttamente


32. Napoli, Biblioteca Nazionale «Vittorio Emanuele III», XIV D 16 = Na BN XIV D 16

Datazione: sec. XVIII


Ms. non esaminato direttamente


33. Paris (Francia), Bibliothčque Nationale de France, Italien, 554 (gią 7767 - prov. Bibliothčque Royale) = Paris BNF It. 554

Datazione: sec. XVI inizio


Ms. non esaminato direttamente


34. Parma, Biblioteca Palatina, 1081 (gią HH.III.113) = PR BP 1081

Datazione: sec. XV inizio


Ms. non esaminato direttamente


35. Roma, Biblioteca Angelica, Aut., 7.10 = Rm BA Aut. 7.10

Datazione: sec. XVI


Ms. non esaminato direttamente


36. Roma, Biblioteca dell\'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, 45 C 12 (gią Rossi XCIV) = Rm BAL 45 C 12

Datazione: sec. XVIII seconda metą


Ms. non esaminato direttamente


37. Valladolid (Spagna), Biblioteca Histórica de Santa Cruz - Universidad de Valladolid, 332 = Valladolid BHSC 332

Datazione: sec. XV/XVI


Ms. non esaminato direttamente


38. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Italiano, IX 529 (10629, prov. Avv. C. Bologna, acquistato nel 1903) = Ve BM It. IX 529

Datazione: sec. XIV prima metą


Ms. non esaminato direttamente


Tradizione diretta: edizioni antiche (2)
1. Sonetti e canzoni di diversi antichi autori toscani in dieci libri raccolte., Firenze, Filippo di Giunta, 1527 = Giunt

Giunt [pubblica il n. 4 , pp. 111r-112r]



Non esaminato direttamente


2. LA PωεTICA / DI M. GIωVAN GIωRGIω / TRISSINω, [a fine volume: Stampata in Vicεnza pεr Tωlωmεω Ianiculω, / Nel M D X X I X. / Di Aprilε] (ma Vicenza), Ianiculo, 1529 = Trissino, Poetica 1529


n. I, vv. 1-4 e 1, pp. XXIIIv e XXXVr; n. III a Rinaldo d'Aquino, vv. 1 e 7-14, pp. XVIIv, XXVIr, XXXVr

Non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione
Al nome di Giacomo da Lentini, alto funzionario della corte imperiale di Federico II, è legato nella tradizione manoscritta antica il più ampio corpus di testi fra quelli ascrivibili agli autori della cosiddetta scuola poetica siciliana. Tale corpus non è tramandato sotto forma di 'canzoniere' organico ma si trova conservato in sillogi di diversa ampiezza variamente organizzate nei diversi testimoni, principali i tre notissimi manoscritti che recano la gran parte della produzione poetica prestilnovista, vale a dire CV BAV Vat. lat. 3793 (V), Fi BML Redi 9 (L) e Fi BNC B.R. 217 (P). Fra di essi è certamente V a dedicare al Notaio più spazio e importanza, tanto che con le sue rime si apre sia la sezione dedicata alle canzoni (e con essa s'inaugura pure l'intera silloge), sia, a partire dal fasc. XVIII, la sezione dedicata ai sonetti. In particolare per canzoni e discordo V si può considerare un testimone completo, dato che per le canzoni IX-XIV, in realtà assenti dalla silloge, abbiamo la registrazione dell'indice antico del ms., che rivela dunque la presenza di una lacuna fra le attuali carte 3v e 4r, denunciata fra l'altro anche dal fatto che le canzoni precedente e successiva alla serie presente nel solo indice (cioè VIII e XV) sono rispettivamente mutile della fine e dell'inizio del testo. Preziosa si rivela in particolare la testimonianza dell'indice di V per i due testi che aprono e chiudono la serie caduta, Non so se 'n gioiạ mi sia (n. IX) e Amore paura m'incalcia (n. XIV), dei quali non è finora nota alcuna altra testimonianza. Più complessa la situazione in V dei sonetti ascrivibili o ascritti al Notaio, presenti per buona parte in un settore (il fasc. XVIII appunto) fra i meno limpidi del codice. Altro testimone di assoluto rilievo è, si è detto, L, contenente rime del Notaio in entrambe le sue sezioni principali, delle quali la seconda (quella ricondotta alla mano fiorentina, L1) pare esemplata in base ad una fonte vicinissima a V (se non addirittura in base alla sua stessa fonte), tanto che le canzoni tràdite sembrano una «parca scelta» del comune antecedente (Caix, cit. in Antonelli 1979, pag. XXII), e i sonetti al contrario, distribuiti saltuariamente ma in gruppi per lo più compatti, danno l'impressione di essere «significativamente quasi sempre complementari  a quelli di V» (ivi). Da L derivano i testi di Giacomo da Lentini passati nella Raccolta Aragonese, e ora reperibili nei mss. da essa derivati (Fi BML XC inf. 37; Fi BNC Pal. 204; Na BN XIV D 16; Paris BNF It. 554 e, per quel che riguarda il Notaio, anche il ms. CV BAV Vat. lat. 3213). Segue quindi la testimonianza di P, latore di otto canzoni del Notaio e di un solo suo sonetto (A l'aire claro ò vista ploggia dare [n. XXVI], tràdito però adespoto), e di frequente associabile nella lezione in primis a CV BAV Vat. lat. 3214 (V1) e a CV BAV Chig. L. VIII. 305 (C) (ai quali P è particolarmente vicino), quindi a Fi AC 53 (Ba) (soprattutto alle sezioni Bembo [Ba3] e Beccadelli, e dunque alla prima parte di Bo BNU 1289 [Bo]), nonché infine alla Giuntina e alla Pωetica del Trissino, che di P pare in particolare rappresentare una testimonianza parallela piuttosto che dea. Al solo P si deve inoltre la diversa attribuzione di tre delle canzoni generalmente considerate fra le certe di Giacomo da Lentini. In linea generale, quanto ai rapporti fra i principali dei testimoni finora elencati e relativamente alle canzoni, quando non si verifichi la presenza sostanzialmente concorde di V e della sezione ad esso affine di L (L1, ma più rara si dimostra la concordanza nel caso dei sonetti) o di P con uno dei suoi consanguinei C o V1, si dà anche associazione di V con P contro la sez. pisana di L (canz. I e VI), e risulta così individuata la presenza di un antenato comune, rilevabile anche nei casi in cui il confronto riguardi i soli V e P (canz. III e XV). Diverso il caso dei sonetti in cui sembra meno stabile l'associazione di V con L1, in favore di una più frequente affinità V-C (si dà anche, nell'unico caso in cui sia possibile il confronto [son. XXVI], associazione di L1 con P contro V). Degli altri testimoni delle rime di Giacomo da Lentini (se ne veda l'elenco al punto 3.1, compilato tenendo conto anche dei dati ora ricavabili da De Robertis 2002), basterà qui per la loro importanza ricordare i Memoriali bolognesi (Bo AS 74 [Mm], Bo AS 374 [Mm1], Bo AS 120 [Mm2]), presenti in tre casi con lezioni prossime a V ma da esso indipendenti, e il ms. CV BAV Barb. Lat. 3953 (B) unico testimone della tenzone del Notaio con Jacopo Mostacci e Pier delle Vigne (sonn. XIXa-c) e di collocazione però assai incerta quanto ai pochi testi in comune con i tre canzonieri antichi (minimi gli apporti di PR BP 1081 [Pr] e MI BA O 63 sup. [Am]). Ai mss. Fi BNC Magl. VII.1208 e Valladolid BHSC 332 (affini e imparentati con C), Fi BNC Magl. VII. 1040, Fi BNC Magl. VII. 640 e Ve BM It. IX.529 risale una decina di false attribuzioni riguardanti testi che si ritengono con maggior se non assoluta certezza di Rinaldo d'Aquino (In un gravoso affanno [F.1]), Arrigo Testa (Vostra orgogliosa cera [F.2]), Pier della Vigna (Poi tanta caonoscenza [F.3] e Amor da cui move tuttora e vene [F.4]), Tiberto Galiziani (Già lungiamente, Amore [F.5]), Guglielmo Beroardi (Membrando ciò c'Amore [F.6]), Pietro Morovelli (Como l'argento vivo fugge 'l foco [F.7]), di Rustico Filippi e di Bondie Dietaiuti (rispettivamente Due cavalier valenti d'un paraggio e Da che ti piace ch'io deggia contare [F.8]), e infine di Cino da Pistoia (A vano sguardo e a falsi sembianti [F.9]); chiude la serie il son. Re glorioso, pieno d'ogni pietate [F.10] tràdito come il precedente in Fi BNC Magl. VII. 640 con attribuzione, ritenuta inaffidabile, a «Notar Giacomo» (i dettagli, per tutta la serie, alle pp. 402-21 dell'ed. di riferimento). Questo dunque il corpus di Giacomo da Lentini così come si trova fissato in Antonelli 1979, che ha in esame il quadro della tradizione manoscritta e tralascia quanti componimenti anonimi siano stati attribuiti dalla critica moderna al Notaro sulla sola base di affinità tematiche o stilistiche, e dunque, a partire dalla serie delle canzoni (disposta secondo V e secondo il suo indice, tranne che per il discordo che viene collocato in fondo alla serie), primo testo nell'ordine Madonna dir vo voglio (n. I, mss. VLP, Mm, con dimostrazione d'archetipo). Seguono: Meravigliosa-mente (n. II, mss. V, L, P, con dimostrazione d'archetipo); Guiderdone aspetto avere (n. III, V, P, C, Ba3, con dimostrazione d'archetipo e contesa attributiva [Rinaldo d'Aquino] risolta in favore del Notaio in base all'autorità di V); Amor non vole ch'io clami (n. IV, mss. V, L1); La 'namoranza disïosa (n. V, mss. VL1); Ben m'è venuto prima cordoglienza (n. VI, mss. V, L, P); Donna, eo languisco e no so qua·speranza (n. VII, ms. V); Troppo son dimorato (n. VIII, mss. V, L1); Non so se 'n gioiạ mi sia (n. IX, ms. V indice [mutilo, restano poco più di due vv.]); Uno disïo d'amore sovente (n. X, mss. V indice, P); Amando lungiamente (n. XI, mss. V indice, P, C, V1, Bo, Ba); Madonna mia, a voi mando (n. XII, mss. V indice, L, P con contesa attributiva [Ruggeri d'Amici] risolta in favore del Notaio in base al v. 54); S'io doglio no è meraviglia (n. XIII, mss. V indice, L1); Amore paura m'incalcia (n. XIV, ms. V indice [mutilo, restano due vv.]); Poi no mi val merzé nè ben servire (n. XV, mss. V, L1, P, V1 con dimostrazione d'archetipo e contesa attributiva [Guido delle Colonne] risolta in favore del Notaio in base all'autorità di V, L1); Dolce coninzamento (n. XVI, ms. V). Viene infine poi il discordo Dal core mi vene (n. XVII, mss. V, L1). La situazione dei sonetti del Notaio è così riassumibile. Tre sono i sonn. in tenzone con altri rimatori, Feruto sono isvarïatamente e Cotale gioco mai non fu veduto (n. XVIIIb e XVIIId, mss. V, C, Mm1, Ba3 e V, C), scambiati con l'Abate di Tivoli, e Amor è un[o] desio che ven da core (n. XIX, ms. B), che prende parte allo scambio con Jacopo Mostacci e Pier delle Vigne. Dei rimanenti, hanno tradizione pluritestimoniale i soli Or come pote sì gran donna entrare (n. XXII, mss. V, Mm2), A l'aire claro ò vista ploggia dare (n. XXVI, mss. V, L1, P, Am), e Ogn'omo c'ama de' amar so 'nore (n. XXV) che ripropone l'abbinamento V L1. Alle carte del solo V restano affidati Lo giglio quand'è colto tost'è passo (n. XX), Sì come il sol che manda la sua spera (n. XXI), Molti amadori la lor malatia (n. XXIII), Donna vostri sembianti mi mostraro (n. XXIV), Io m'aggio posto in core a Dio servire (n. XXVII), mentre altri undici testi conserva, unicus, L1 [L]o viso mi fa andare alegramente (n. XXVIII); [E]o viso - e son diviso - da lo viso (n. XXIX); [S]ì alta amanza à pres'a lo me' core (n. XXX); [P]er sofrenza si vince gran vetoria (n. XXXI); [C]erto me par che far dea bon signore (n. XXXII); Sì como 'l parpaglion c'à tal natura (n. XXXIII), [C]hi non avesse mai veduto foco (n. XXXIV), Diamante, né smiraldo, né zafino (n. XXXV), Madonna à 'n sé vertute con valore (n. XXXVI), Ançelica figura et amorosa (n. XXXVII), Quand'om à un buon amico leiale (n. XXXVIII, questo e il precedente son. ritenuti «ben difficilmente del Notaro» ma non inclusi fra le dubbie in rispetto del ms. latore dell'attribuzione, per quanto in esso collocati in posizione marginale rispetto agli altri sonn. certi di Giacomo da Lentini, cfr. Antonelli 1979, pagg. XXVII e XXXIII). Tre infine le attribuzioni dubbie: la canz. Membrando l'amoroso dipartire (D.1), anonima in V ma proposta come di Giacomo da Lentini da parte della critica sulla base di elementi 'oggettivi' interni al testo (vedi anche pag. XXVII), i sonn. Lo badalisco a lo specchio lucente (D.2) e Guardando basalisco velenoso (D.3), il primo assegnato al Notaio in L e Pr ma anonimo in V e da B intestato a meser Monaldo, il secondo attribuito come il precedente in B al solito meser Monaldo ma come del Notaio tràdito invece in L1.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Antonelli 1979 = Giacomo da Lentini, Poesie, edizione critica a cura di Roberto Antonelli, Roma, Bulzoni, 1979

Edizioni significative
CLPIO = Concordanze della lingua poetica italiana delle origini, a cura di d'Arco Silvio Avalle, Milano-Napoli, Ricciardi, 1992, vol. I
pubblica tutti i testi, tranne i n. XIXa-c, secondo le testimonianze dei testimoni pił antichi, B (qui Mm, Mm1, Mm2) 32, 67; L 55, 56, 57, 58, 60, 61, 63, 109, 110, 111, 112, 112bis, 113, 122, 351, 374, 375, 380, 381, 382, 383, 395, 396, 408, 409, 410, 411, 417, 429, 431; P 10, 11, 19, 27, 28, 31, 37, 38, 39, 40, 49, 61, 62, 71, 169; V indice X, XV; 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 16, 18, 28, 35, 37, 40, 69, 111, 179, 327, 329, 333, 334, 335, 336, 365, 388, 389, 400, 623, 624, 850, 907

Contini 1960 = Poeti del Duecento, 2 voll., Milano-Napoli, Ricciardi Editore, 1960, vol 2° p. 365
pubblica i testi n. I, II, III, VI, XV, XVI, XVII, XVIIIb e d, XIX, XXII, XXIII, XXVI, XXVII, XXXIV, XXXVI, vol. I, pagg. 51-90, il n. F.9 nel vol. II pag. 668, e vedi ivi anche pagg. 802-5

Langley 1915 = The Poetry of Giacomo da Lentino, sicilian poet of the thirteenth century, ed. by E. F. Langley, Cambridge, Harvard University Press, 1915
pubblica tutti i testi, tranne i n. IX, XIV e F.9

Altre edizioni
Contini 1954 = G. Contini, Le rime di Guido delle Colonne, in «Bollettino del Centro di Studi Filologici e Linguistici siciliani» II (1954), pp. 178-203; poi in veste autonoma Firenze, Edizioni Sansoni Antiquariato, 1954
pubblica il n. XV, pag. 201

D'Ancona-Comparetti 1888 = Le antiche rime volgari secondo la lezione del codice Vaticano 3793, a cura di A. D'Ancona e D. Comparetti, Romagnoli, Bologna, 1875-88, voll. 5
pubblica nel vol. I il n. I pag. 1, II pag. 6, III pag. 10, IV pag. 13, V pag. 26, VI pag. 29, VII pag. 32, VIII pag. 35, XV pag. 37, XVI pag. 42, XVII pag. 16, D.1 pag. 424, F.1 pag. 77, F.2 pag. 99, F.3 pag. 107, F.4 pag. 117; nel vol. II i n. F.5 pag. 56, F.6 pag. 350; nel vol. IV i n. XVIIIa-e pagg. 1-5, XX pag. 8, XXI pag. 9, XXII pag. 10, XXIII pag. 11, XXIV pag. 40, XXV pag. 63, XXVI pag. 64, XXVII pag. 75, F.8 pagg. 316-18; nel vol. V i n. D.2 pag. 211, F.7 pag. 153

Monaci-Arese 1955 = Ernesto Monaci, Crestomazia italiana dei primi secoli, con prospetto grammaticale e glossario. Nuova edizione riveduta e aumentata per cura di Felice Arese, Roma-Napoli-Città di Castello, Società editrice Dante Alighieri, 1955.
n. I, pag. 84; II, pag. 75; IV, pag. 78; V, pag. 82; XII, pag. 77; XVI, pag. 74; XVII, pag. 79; XVIIIa-e, pagg. 93-95; XIXa-e, pagg. 91-92; XX, pag. 87; XXI, pag. 86; XXIX, pag. 87; XXXVII, pag. 88; F.2, pag. 96; F.8, pag. 265

Panvini 1962 = Le rime della scuola siciliana, a cura di Bruno Panvini, Firenze, Olschki, 1962-1964, voll. 2
pubblica nel vol. I come rime certe di Giacomo da Lentini i n. I, II, IV, V, VI, VII, VIII, X, XI, XII, XIII, XVI, XVII, XX-XXXVIII, alle pagg. 3-57, e i sonn. XVIIIa-e, XIXa-e fra le rime di corrispondenza rispettivamente alle pagg. 641-44 e 646-48. Fra le poesie di dubbia attribuzione sono annoverate i n. III pag. 401, XV pag. 403, D.2 pag. 454, D.3, pag. 455, F.1 pag. 408, F.2 pag. 409, F.3 pag. 412, F.4 pag. 417, F.5, pag. 439, F.6 pag. 446, F.7, pag. 454, mentre D.1mč raccolta come poesie anonima, pag. 480, e F.8 si trova nel gruppo delle tenzoni, pagg. 648-49], poi in ID., Poeti della corte di Federico II, Napoli, Liguori, 1994 [riproduce l'impianto di Panvini 1962 pubblicando nella sez. I le trentadue rime considerate certe di Giacomo da Lentini, e nella sez. XVI le due tenzoni a cui il Notaio prese parte

Santangelo 1928 = Salvatore Santangelo, Le tenzoni poetiche nella leteratura italiana delle origini, Genčve, Olschki, 1928
pubblica i testi n. XVIIIa-e pagg. 94, 100, 103, 107, 120; XIXa-e, pagg. 190-93; XX, pag. 167; XXI, pag. 93; XXII, pag. 175; XXIII, pag. 177; XXIV, pag. 272; XXV, pag. 346; XXVI, pag. 259; XXVII, pag. 406; XXVIII, pag. 365; XXIX, pag. 366; XXX, pag. 427; XXXI, pag. 254; XXXII, pag. 281; XXXIII, pag. 227; XXXIV, pag. 229; XXXV, pag. 393; XXXVI, pag. 394; XXXVII, pag. 415; XXXVIII, pag. 362; D.2, pag. 215; D.3, pag. 218; F.7, pag. 349

Tallgren 1917 = Les poésies de Rinaldo d'Aquino, rimeur de l'ecole sicilienne du XIIIe sičcle, éd. crit. par O. J. Tallgren, in «Mémoires de la société néo-philologique de Helsingfors» VI (1917), pagg. 173-303
pubblica il testo n. III, pag. 288

Vitale 1951 = M. Vitale, Poeti della prima scuola, Paideia, Arona, 1951
pubblica i testi n. I, pag. 119; II, pag. 123; III, pag. 198; IV, pag. 126; V, pag. 136; VI, pag. 139; VII, pag. 141; VIII, pag. 143; X, pag. 146; XI, pag. 154; XII, pag. 150; XIII, pag. 148; XVI, pag. 152; XVII, pag. 128; XIXa-e, pagg. 317-19; XX, pag. 157; XXI, pag. 158; XXII, pag. 174; XXIII, pag. 159; XXIV, pag. 160; XXV, pag. 165; XXVI, pag. 166; XXVII, pag. 168; XXVIII, pag. 164; XXIX, pag. 161; XXX, pag. 161; XXXI, pag. 162; XXXII, pag. 163; XXXIII, pag. 167; XXXIV, pag. 168; XXXV, pag. 169; XXXVI, pag. 171; XXXVII, pag. 172; XXXVIII, pag. 173; D.2, pag. 175; D.3, pag. 170; F.1, pag. 204; F.2, pag. 230; F.4, pag. 305; F.7, pag. 174

Zambrini 1866 = Le opere volgari a stampa dei secoli XIII e XIV, indicate e descritte da F. Zambrini, Bologna, Romagnoli, 18663
nn. 105, 107-8; 112-15, 117, 131, 567-69, 571, 575-77

Bibliografia filologica
Contini 1952 = G. Contini, Questioni attributive nell'ambito della lirica siciliana, in Atti del Convegno Internazionale di Studi Federiciani (Palermo, 10-18 Dicembre 1950), A. Renna, 1952, pagg. 367-95, particolarmente alle pagg. 378-84

Leonardi 2001 = Lino Leonardi, La poesia delle Origini e del Duecento, in Storia della letteratura italiana, diretta da E. Malato, vol. X, La tradizione dei testi, Roma, Salerno, 2001

Leonardi 2001/a = I canzonieri della lirica italiana delle Origini, a cura di L. Leonardi, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2001, voll. 4 (Riproduzioni fotografiche. I. Il canzoniere Vaticano [Vat. Lat. 3793]. II. Il canzoniere Laurenziano [Laur. Redi 9]. III. Il canzoniere Palatino [BNCF, Banco Rari 217]. IV. Saggi critici)

Roncaglia 1992 = A. Roncaglia, Note d'aggiornamento critico sui testi del Notaro e invenzione del sonetto, in AA.VV., In ricordo di Giuseppe Cusimano. Giornata di studio sul siciliano antico, Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 1992, pagg. 9-25

Roncaglia 1995 = A. Roncaglia, Angelica figura, in «Cultura Neolatina» LV (1995), pp. 41-65

Altra bibliografia
De Robertis 2002 = Dante Alighieri, Rime, a cura di Domenico de Robertis, 3 voll., Firenze, Casa Editrice Le Lettere, 2002 (Societą Dantesca Italiana. Edizione Nazionale)

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