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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
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Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Anonimo

La Tavola Ritonda

di Cristiano Lorenzi

Notizie generali

Datazione: sec. XIV
Lingua/Dialetto: toscano
Tipologia testuale: prosa
Genere: epica, poesia eroicomica, cantari


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (11)
1. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urbinate latino, 953 = CdV BAV Urb. lat. 953

Datazione: sec. XVII


Ms. non esaminato direttamente


2. Cittą del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 6789 = CdV BAV Vat. lat. 6789

Datazione: 1422


Ms. non esaminato direttamente


3. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XLIII 10 = Fi BML XLIII 10

Datazione: 1447


Ms. non esaminato direttamente


4. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, XLIV 27 = Fi BML XLIV 27

Datazione: sec. XIV seconda metą


Ms. non esaminato direttamente


5. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 68 = Fi BNC II II 68

Datazione: 1391


Ms. non esaminato direttamente


6. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palatino, 564 = Fi BNC Pal. 564

Datazione: sec. XV


Ms. non esaminato direttamente


7. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palatino, 556 = Fi BNC Pal. 556

Datazione: 1446


Ms. non esaminato direttamente


8. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2283 = Fi BR 2283

Datazione: sec. XVI


Ms. non esaminato direttamente


9. Padova, Biblioteca Universitaria, 609 = Pd BU 609

Datazione: sec. XIV


Ms. non esaminato direttamente


10. Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, I VII 13 = Si BC I VII 13

Datazione: 1478


Ms. non esaminato direttamente


11. Udine, Biblioteca Arcivescovile, 86 = Ud BA 86

Datazione: sec. XIV


Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione

La Tavola Ritonda, trecentesca compilazione di materia arturiana nel complesso originale, ma che si avvale di numerose fonti, tra le quali spicca il Tristano Riccardiano, è tràdita da otto codici: Fi BML XLIV 27 (L1), Fi BML XLIII 10 (L2), Fi BNC II II 68 (M), Fi BNC Pal. 556 (P1), Fi BNC Pal. 564 (P2), Fi BR 2283 (R), Si BC I VII 13 (S), CdV BAV Urb. 953 (U). A essi si aggiungono due frammenti di area padano-veneta: un estratto dell'ultima parte dell'opera contenuto nel ms. CdV BAV Vat. lat. 6789 (V), e due sole carte provenienti in origine dallo stesso volume e oggi conservate nei codd. Pd BU 609 e Ud BA 86 (cfr. rispettivamente Delcorno Branca 1971, p. 294 n. 14 e Benedetti 1990, pp. 44-45).

L'unica edizione del romanzo è quella di Polidori 1864-1866, il cui testo è stato più volte riproposto, sia in modo parziale (Di Benedetto 1942, pp. 299-343; Arese 1950, pp. 279-463; Segre-Marti 1959, pp. 666-735), sia nella sua interezza (Heijkant 1997 e Trevi 1999). Tale edizione è basata su L1, confrontato ed emendato con M e S (da quest'ultimo, in particolare, vengono tolti i primi undici capitoli, mancanti in L1). Polidori conosceva, pur non usandoli, anche P1, P2 e R, mentre gli erano ignoti, in quanto segnalati successivamente, i rimanenti codici. L'edizione, anche se meritoria, presenta notevoli limiti (cfr. Branca 1968, pp. 38-39), e per questo si attende con interesse il nuovo testo promesso da Arianna Punzi, che in un articolo preparatorio (Punzi 1998) ha già delineato sinteticamente la delicata questione ecdotica. Riprendendo in buona parte lo stemma tracciato da Eusebi 1979 [2005] sulla base di una collazione dei testimoni limitata a quegli episodi della Tavola che derivano dal Tristan di Thomas, la Punzi individua tre gruppi di codici: in primo luogo l'ampia tradizione toscana (L1, L2, M, S, U e R), alla quale si affiancano una redazione perugina, rappresentata da P2 (su cui cfr. Guida 1979), e una redazione veneta, costituita da P1 (troppo frammentari per proporre una collocazione V e i due lacerti di Padova e Udine). Tuttavia, secondo le ipotesi di Delcorno Branca 1998, P1, molto rimaneggiato, non è da considerare  una tarda (è datato 1446) e indipendente rielaborazione della Tavola, ma piuttosto un rappresentante di un diverso stadio della tradizione, al fianco del gruppo toscano: in altre parole, P1 e la redazione toscana avrebbero a monte un interpositus comune, dalla fisionomia diversa, definito Tavola Ritonda X. Tutti i testimoni sembrano derivare da un archetipo, come conferma Eusebi 1979 [2005], p. 268, che ha rintracciato prove di almeno un errore condiviso dall'intera tradizione.

Venendo dunque alla redazione toscana, che più interessa sotto l'aspetto filologico, la Punzi ritiene che la futura edizione dovrà avere come manoscritto base M (peraltro già rivalutato da Segre-Marti 1959, pp. 1094-1096): si tratta infatti dell'unico testimone completo (oltre a S, che però è rimaneggiato e presenta una forte patina senese). Come manoscritto di controllo, sostiene ancora la Punzi, si potrà utilizzare L2, «acefalo e alquanto modernizzato nella grafia, ma utile per correggere o integrare M» (Punzi 1998, p. 733). Non andranno comunque dimenticati gli apporti di P1 e P2, che, pur latori di redazioni diverse, si rivelano talvolta particolarmente utili nella ricostruzione testuale (per alcune lezioni genuine conservate dal solo P2 cfr. Guida 1979, pp. 655-659 n. 26 e Punzi 1998, pp. 730-731).

Meno importanti, infine, gli altri codici: L1, scelto da Polidori, è come detto privo dei primi undici capitoli e inoltre «sfigurato da una serie di errori e incomprensioni del copista non facilmente sanabili senza il supporto degli altri testimoni» (Punzi 1998, p. 733); U e R sono, invece, copie rispettivamente di M e L1.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Polidori 1864-1866 =

La Tavola Ritonda o l'Istoria di Tristano, per cura e con illustrazioni di F.L. Polidori, Bologna, Romagnoli, 1864-1866, 2 voll.


Edizioni significative
Heijkant 1997 = La Tavola Ritonda, a cura di M.-J. Heijakant, Milano-Trento, Luni, 1997.
(ripropone il testo di Polidori 1864-1866)

Segre-Marti 1959 = La prosa del Duecento, a cura di Cesare Segre e Mario Marti, Milano-Napoli, Ricciardi, 1959.
(ed. parziale)

Trevi 1999 = Tavola Ritonda, a cura di E. Trevi, Milano, Rizzoli, 1999
(ripropone il testo di Polidori 1864-1866)

Altre edizioni
Arese 1950 = Prose di romanzi. Il romanzo cortese in Italia nei secoli XIII e XIV, a cura di Felice Arese, Torino, Utet, 1950.
(ed. parziale)

Di Benedetto 1942 = La leggenda di Tristano, a cura di Luigi Di Benedetto, Bari, Laterza, 1942.
(ed. parziale)

Bibliografia filologica
D'Agostino 2001 = Alfonso D'Agostino, La prosa delle Origini e del Duecento, in Ciociola 2001, pp. 91-135.

Eusebi 1979 [2005] = M. Eusebi, Reliquie del «Tristano» di Thomas nella «Tavola Ritonda», in «Cultura Neolatina», XXXIX, 1979, pp. 39-62, poi in Id., Saggi di filologia romanza, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, pp. 255-284, da cui si cita.

Guida 1979 = S. Guida, Per il testo della «Tavola Ritonda», in «Siculorum Gymnasium», XXXII, 1979, pp. 637-667.

Punzi 1998 =

A. Punzi, Per una nuova edizione della «Tavola Ritonda», in Atti del XXI Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia romanza, Centro di Studi filologici e linguistici siciliani - Università di Palermo, 18-24 settembre 1995, a cura di G. Ruffino, vol. VI, Max Niemeyer Verlag, Tübingen, 1998, pp. 727-739.


Altra bibliografia
Branca 1968 = Daniela Branca, I romanzi italiani di Tristano e la Tavola Ritonda, Firenze, Olschki, 1968.

Guida 1971 = S. Guida, Sulle fonti della «Tavola Ritonda», in Umanità e storia. Scritti in onore di Adelchi Attisani, Napoli, Giannini, 1971, 2 voll., II, pp. 129-155.

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