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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
TLIon - Tradizione della letteratura italiana online

Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Alighieri, Dante

(Firenze, 1265 - Ravenna, 1321)

De vulgari eloquentia

di Fara Autiero

Notizie generali

Datazione: sec. XIV
Lingua/Dialetto: latino
Tipologia testuale: prosa
Genere: retorica
Incipit:Cum neminem ante nos de vulgaris eloquentie doctrina quicquam inveniamus tractasse, atque talem scilicet eloquentiam penitus omnibus necessariam videamus, cum ad eam non tantum viri sed etiam mulieres et parvuli nitantur, in quantum natura permictit [...]
Explicit:[...] que circa sinistra sunt verba semper ad extremum festinet, et alia decenti prolixitate passim veniant ad extremum.

Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (5)
1. Berlin (Germania), Staatsbibliothek, Lat. folio 437 = Berlin S Lat. fol. 437

Datazione: sec. XIV
Descrizione: Codice membranaceo della metà del '300 e di origine incerta; settentrionale, probabilmente bolognese. Si presenta come il codice più autorevole della tradizione del De vulgari eloquentia.
È formato da 98 fogli modernamente numerati a macchina, scritto su due colonne da quattro mani diverse. Alle prime tre si deve la stesura del commento a Valerio Massimo di Dionigi di Borgo San Sepolcro (cc. 1-88r), mentre alla quarta mano va assegnata la scrittura della Monarchia (cc. 89-94v) e del De vulgari eloquentia (cc. 95-98).
Le due opere dantesche non recano indicazione né di titolo né di autore, ma solo l'indicazione alla c. 89 «Incipit Rectorica dantis» e alla c. 98 «Explicit Rectorica dantis», con evidente intento di nascondere la Monarchia, condannta nel 1329 ad essere bruciata pubblicamente. Autore di queste annotazioni fu probabilmente un certo «dominus Binus de Florentia», da qui l'errata considerazione che il codice fosse fiorentino e l'identificazione come "codice Bini".
Il codice fu scoperto da Ludwig Bertalot nel 1917 e posto a base della sua edizione.


Ms. non esaminato direttamente


2. Cittą del Vaticano (Cittą del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Latino, 4817 = CV BAV Vat. lat. 4817

Datazione: sec. XVI
Descrizione: Zibaldone di Angelo Colocci.
Alla c. 284 contiene il passo II 9-10 1-4 del De vulgari eloquentia derivato dal ms. T.


Ms. non esaminato direttamente


3. Cittą del Vaticano (Cittą del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Reginense latino, 1370 = CV BAV Reg. lat. 1370

Datazione: sec. XVI
Descrizione: Codice descriptus di T trascritto tra il 1514 e il 1517 per Pietro Bembo.


Ms. non esaminato direttamente


4. Grenoble (Francia), Bibliothčque Municipale Internationale, 580 = Grenoble BM 580

Datazione: sec. XIV
Descrizione: Codice membranaceo di 26 carte originali, più alcune aggiunte all'inizio e alla fine e rimaste bianche. Contiene esclusivamente il De vulgari eloquentia, il cui testo termina a metà della c. 25r. Testo e capitoli sono dotati di titoli apocrifi e di correzioni e postille del trascrittore alle quali si aggiungono quelle dell'editore della princeps Iacopo Corbinelli.
L'origine sembrerebbe padovana; lo confermerebbero alcuni tratti grafici di origine settentrionale e il fatto che il codice sia stato ritrovato a Padova da Piero del Bene che lo donò  a Corbinelli.
Data la fragilità dell'origine padovana, si preferisce assegnargli una più generica origine settentrionale.
Per la datazione si opta per gli ultimi decenni del XIV secolo.


Ms. non esaminato direttamente


5. Milano, Biblioteca Trivulziana, 1088 = Mi BT 1088

Datazione: sec. XIV
Descrizione: Codice cartaceo di 30 carte, successivamente numerate fino alla c. 28.
Contiene il De vulgari eloquentia (cc. 1-13v) in un sesterno al quale sono state aggiunte due carte, e l'Ecerinis di Albertino Mussato (cc. 15-27), trascritto dalla stessa mano in un doppio quaderno.
Probabilmente dell'ultimo quarto del XIV secolo, nota è la stretta parentela con G. Grazie alle note di possesso (una di un tal Bartolomeo Zambelli, una del notaio padovano Giacomo Clementi e una del retore Marco di Piacenza) e alla presenza dell'Ecerinis, viene considerato anch'esso padovano.
Nei primi anni del '500 il codice fu acquistato da Gian Giorgio Trissino che vi apppose una serie di annotazioni, come il passo del Trattatello di Boccaccio in cui si parla del De vulgari eloquentia.
Su questo codice Trissino si basò per il suo volgarizzamento; trasferito a Roma, fu studiato e fatto trascrivere da Pietro Bembo (V1) e Angelo Colocci (V2).
Successivamente il codice passò in altre mani. Dal convento dei Somaschi di Santa Maria della Salute a Venezia, rischiò di finire in Francia in seguito alle requisizioni napoleoniche del 1797. Probabilmente il marchese Gian Giacomo Trivulzio lo acquistò proprio dai Somaschi.


Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione
Trattato in prosa latina di argomento linguistico-retorico, in due libri e incompiuto.
Per la datazione, il terminus ante quem è il 1305, anno della morte di Giovanni di Monferrato, citato nel I libro come ancora vivo. Probabilmente l'opera fu scritta tra il 1304 e il 1305.
Il testo si fonda su tre mss. conservati: G, sul quale Jacopo Corbinelli basò l'edizione della princeps parigina del 1577; T, sul quale Gian Giorgio Trissino condusse il suo volgarizzamento stampato nel 1529 da Tolomeo Ianiculo; B, scoperto da Ludwig Bertalot nel 1917 e comunque il più affidabile dei manoscritti. Descripti sono V1, copia di T eseguita per Pietro Bembo tra il 1514 e il 1517 e V2, derivato sempre da T e conservato nello zibaldone di Angelo Colocci.
I rapporti tra i manoscritti sono stati stabiliti da Bertalot nel 1917 e confermati successivamente da Pier Vincenzo Mengaldo. Lo stemma prevede un archetipo afflitto da varie omissioni ed errori dal quale dipendono da una parte B -più corretto- e dall'altra G e T, indipendenti tra loro, ma strettamente imparentati poichè derivanti da un antigrafo comune.

Basate sul volgarizzamento di Trissino sono le edizioni di Alessandro Torri del 1850 e quella accompagnata da riflessioni di Alessandro Manzoni e Gino Capponi del 1868. Inclusa nell'edizione delle Opere di Dante curata da Edward Moore, l'opera fu analizzata da Pio Rajna (nel 1896 e nel 1921) prima e dopo l'edizione di Ludwig Bertalot, fondamentale per la scoperta del codice B al quale Rajna non affidava la piena fiducia, temendo che il codice fosse soggetto ad interventi correttori del copista. All'edizione parziale di Silvio Pellegrini, limitata ai soli capp. 10-19 del libro I, segue la fondamentale edizione curata da Pier Vincenzo Mengaldo nel 1968, anch'egli, in opposizione a Rajna, propugnatore dell'importanza del codice B. Risalgono allo stesso anno le edizioni curate da Aristide Marigo e Pier Giorgio Ricci e quella curata da Bruno Panvini. L'opera fu inserita nell'edizione delle Opere minori di Dante del 1979 sotto la cura di Mengaldo e nel 1983 sotto quella di Sergio Cecchin. Le edizioni recenti (quella curata da Claudio Marazzini e Concetto Del Popolo nel 1990, l'edizione di Vittorio Coletti del 1991, quella a cura di Giorgio Inglese del 1998 e quella di Rodney John Lokaj del 2005) mantengono sostanzialmente il corpo stabilito da Mengaldo/Rajna. Nel 2011 il testo è stato inserito, sotto la cura di Mirko Tavoni, nel primo volume dell'edizione delle Opere di Dante diretta da Marco Santagata. Ritorna ad alcune lezioni concordi ai tre manoscritti, contro emendamenti che risalgono a Rajna e che sono stati accettati dagli editori successivi, l'edizione curata da Enrico Fenzi del 2012.
Tra le traduzioni ricordiamo quelle in lingua tedesca di Franz Dornseiff e Joseph Balogh del 1925 e quella di Francis Cheneval del 2007; le inglesi di Marianne Shapiro del 1990 e di Steven Botterill del 1996 e la francese di Irene Rosier-Catach del 2011.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Mengaldo 1968 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, a cura di PIER VINCENZO MENGALDO. Introduzione e testo, Padova, Antenore, 1968.

Edizioni significative
Bertalot 1917 (1920) = DANTIS ALAGHERII, De vulgari eloquentia libri II, rec. LUDOVICUS BERTALOT, Friedrichsdorf apud Francofurtum ad M., 1917; poi Gebennae, in aedibus Leonis S. Olschki, MCMXX.

Corbinelli 1577 = DANTIS ALIGERII precellentissimi poetae de vulgari eloquentia libri duo nunc primum ad vetusti et unici scripti codicis exemplar editi ex libris Corbinelli eiusdemque adnotationibus illustrati. Ad Henricum Franciae Poloniaque regem christianissimum, Parisiis, apud Jo. Corbon, 1577.
Princeps.

Fenzi 2012 = De vulgari eloquentia, a cura di ENRICO FENZI, con la collaborazione di LUCIANO FORMISANO e FRANCESCO MONTUORI, Roma, Salerno Editrice, 2012 (in DANTE ALIGHIERI, Le Opere, Volume III).

Mengaldo 1979 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, a cura di PIER VINCENZO MENGALDO, Milano-Napoli, Ricciardi, 1979 (in Opere minori, vol. III).

Rajna 1896 = DANTE ALIGHIERI, Il trattato 'De vulgari eloquentia', per cura di PIO RAJNA, Firenze, Le Monnier, 1896 (rist. Milano, Hoepli, 1907).

Rajna 1921 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, a cura di Pio Rajna, Firenze, Bemporad, 1921 (in Le opere di Dante: testo critico della società dantesca italiana).

Trissino 1529 = [GIAN GIORGIO TRISSINO] Dante Alighieri, De la vωlgare εloquεnzia, Vicεnza, per Tωlωmeω Ianiculω da Bressa, 1529.
Volgarizzamento.

Altre edizioni
Botterill 1996 (2005) = DANTE, De vulgari eloquentia, edited and translated by STEVEN BOTTERILL, New York, Cambridge Univ. Press, 1996 (2005).
Traduzione in lingua inglese.

Cecchin 1983 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, cura e note di SERGIO CECCHIN, Torino, UTET, 1983 (in Opere minori di Dante Alighieri, vol. II).

Cheneval 2007 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, Über die Beredsamkeit in der Voksprache, übersetzt von FRANCIS CHENEVAL, mit. einer Einleitung von RUEDI IMBACH und IRENE ROSIER-CATACH, und einen Kommentar von RUEDI IMBACH und TIZIANA SUAREZ-NANI, Lateinisch-Deutsch, Hamburg, Meiner, 2007.
Traduzione in lingua tedesca.

Coglievina - Lokaj - Savino 2005 = DANTE ALIGHIERI, Le opere latine, a cura di LEONELLA COGLIEVINA, RODNEY JOHN LOKAJ, GIANCARLO SAVINO; introduzione di MANLIO PASTORE STOCCHI, Roma, Salerno Editrice, 2005

Coletti 1991 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, con testo a fronte, introduzione, traduzione e note a cura di VITTORIO COLETTI, Milano, Garzanti, 1991

Dornseiff - Balogh 1925 = DANTE ALIGHIERI, Über das Dichten in Muttersprache. De vulgari eloquentia. Aus dem lateinischen übersetzt und erläutert von FRANZ DORNSEIFF und JOSEPH BALOGH, Darmstadt, Reichl, 1925.
Traduzione in lingua tedesca.

Inglese 1998 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, testo latino a fronte, introd., trad. e note a cura di GIORGIO INGLESE, Milano, Rizzoli, 1998.

Manzoni - Capponi 1868 = Della volgare eloquenza di Dante Alighieri. Traduzione di Giangiorgio Trissino (1529); con una lettera di ALESSANDRO MANZONI e una di GINO CAPPONI, intorno a quest'opera, Milano, Bernardoni, 1868.

Marazzini - Del Popolo 1990 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, testo originale a fronte, traduzione e saggi introduttivi di CLAUDIO MARAZZINI e CONCETTO DEL POPOLO, Milano, Mondadori, 1990.

Marigo - Ricci 1968 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, ridotto a miglior lezione, commentato e tradotto da ARISTIDE MARIGO. Terza edizione con appendice di aggiornamento a cura di PIER GIORGIO RICCI, Firenze, Le Monnier, 1968 (1938).

Moore 1894 = Edward Moore, Tutte le opere di Dante Alighieri nuovamente rivedute nel testo dal Dr. Paget Toymbee, Oxford, Stamperia dell'Universitą, 1894

Panvini 1968 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, testo curato, tradotto e annotato da BRUNO PANVINI, Palermo, Andò, 1968.

Pellegrini 1946 = Dante e il volgare illuste italiano (testo del 'De vulgari eloquentia', libro I, capp. 10-19), a cura di SILVIO PELLEGRINI, Pisa, Tornar, 1946.
Edizione parziale.

Rosier-Catach 2011 = DANTE ALIGHIERI, De l'éloquence en vulgaire, introd. et appareil critique par IRENE ROSIER-CATACH, trad. franç. par ANNE GRONDEUX, RUEDI IMBACH, IRENE ROSIER-CATACH, Paris, fayard, 2011.
Traduzione in lingua francese.

Shapiro 1990 = [DANTE ALIGHIERI], De vulgari eloquentia. Dante's book of exile, by MARIANNE SHAPIRO, Lincoln & London, Univ. of Nebraska Press, 1990.
Traduzione in lingua inglese.

Tavoni 2011 = DANTE ALIGHIERI, De vulgari eloquentia, a cura di MIRKO TAVONI, Milano, Arnoldo Mondadori, 2011 (in DANTE ALIGHIERI, Opere, edizione diretta da MARCO SANTAGATA, vol. 1, Rime, Vita nova, De vulgari eloquentia, a cura di CLAUDIO GIUNTA, GUGLIELMO GORNI, MIRKO TAVONI).

Torri 1850 = DANTE ALIGHIERI, Della lingua volgare. Libri due tradotti di latino da Giangiorgio Trissino e ridotti a corretta lezione col riscontro del testo originale. Ed XVII, aggiuntevi le note di diversi, per cura del dottore ALESSANDRO TORRI, Verona-Livorno-Firenze, Niccolai-Gamba-Molino, 1850 (in Delle prose e poesie liriche di Dante Alighieri, vol. IV Livorno, presso il Gabinetto scientifico letterario, 1843-1850)

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