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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
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Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Iacopo del fu Tancredo da Lèona

(Lèona [oggi Lèvane] - Volterra, 31 gennaio p.-) [Massera 1920b, pp. 221-22; Rossi 1999.]

Rime* (redaz.)

di Anna Bruni Bettarini

Notizie generali

Datazione: 1277
Tipologia testuale: poesia
Genere: lirica
Nota metrica: 8 son.


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano latino, 3793 = CV BAV Vat. lat. 3793

Datazione: sec. XIII/XIV


Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione

Del notaio Iacopo da Lèona, celebrato da Guittone nella canzone-compianto Comune perta fa comun dolore per la sua abilità poetica nelle «tre forme (...) di poesia: semplice (...), ossia il "trobar leu" dei provenzali; morale; preziosa (...), ossia il "trobar clus" dei provenzali» (Contini 1960, I p. 232) e come conoscitore delle lingue francese e provenzale, ci sono pervenuti otto sonetti nel ms. CV BAV Vat. lat. 3793 [= V]. Lo stesso Iacopo sarebbe destinatario della lettera XXXV di Guittone (Margueron 1990, p 338) indirizzata a Ser Iacopo suo, nella quale l'amico viene rimproverato per la reticenza alla scrittura che non corrisponde alla dovizia dell'eloquio. La relazione con la canzone è messa in particolare evidenza da Marti 1991.
I componimenti sono contenuti in due sezioni tra loro lontane del codice, due sonetti a c. 126v subito dopo la sezione di frate Guittone, in V  n° 481, «il sonetto burlesco contro Rustico Filippi, Signori, udite strano malificio, seguito da quella sorta di cobla tenzonada, autentica trasposizione da Peire Rogier, che è il sonetto Amor m'auzide» (Rossi 1999, p. 113), gli altri nel fasc. XXV però non in continuità, essendo uno isolato a c. 169r (n° 900) e i restanti a c. 170v (ni 914-18). Questa particolare frammentazione del piccolo corpo di rime di Jacopo, insieme ad altri esempi, viene citata da Giunta 1995, pp. 41-42 per segnalare il carattere relativamente organico del contenuto di quella che sarebbe la seconda fonte di V, la quale riguarderebbe i n1 811-934 (da metà fasc. XXIV alla fine del fasc. XXV). Rileva Rossi 1999 che, accogliendo dell'ipotesi di Giunta di considerare il foglio costituito da cc. 164 e 171 contenente i sonetti di Rustico come allestito posteriormente al resto del fascicolo, due sonetti a c. 172r adespoti in tenzone con Monte Andrea, Venuto m'è 'n talento di savere (n° 929) e Umilmente faccio a voi preghero (n° 931) (Minetti 1979, pp. 274-77) risulterebbero contigui ai componimenti di Iacopo di c. 170v; in base a questo avvicinamento virtuale, che potrebbe corrispondere all'assetto originario, Rossi 1999 avanza il dubbio che tali componimenti «non contenessero il nome dell'autore perché attribuibili e silentio» allo stesso Iacopo.

Federici 1899, p. 47 avanza l'ipotesi che sia  Iacopo da Lèona il personaggio nominato da Rustico Filippi in A voi, messere Iacopo comare in relazione alla provocazione a lui diretta dallo stesso Iacopo Segnori, udite strano malificio  (n° 1) ; tale identificazione è sostenuta da Rossi 1999, per il quale il fiorentino risponderebbe all'attacco perpretato da Iacopo in lessico equivoco e osceno.  L'identificazione del destinatario è estesa a un altro sonetto di Rustico, Fastel, messer fastidio de la caza,  nonostante la distante localizzazione nel manoscritto dei due componimenti. La lezione accolta da Rossi 1999 è quella di Vitale 1956, che tramite l'interpunzione (Fastel messer, fastidio), considera l'epiteto ingiurioso rivolto al personaggio nominato e non all'ipotizzato Iacopo.
Per niente fondata risulta la tesi di Santangelo 1928, pp. 289-94, 296-7, secondo la quale Iacopo  avrebbe in gioventù «esercitato il mestiere di trovatore, cantatore e sonatore alla corte di Federico» dove avrebbe anche acquisito le sue competenze nelle altre lingue; a seguito di queste relazioni si dice che il son. Amore par ch'orgoglioso mi fera (n° 6)  sarebbe in tenzone con Mino Pavesaio e Pucciardone Martelli in uno scambio che avrebbe coinvolto addirittura il Notaio.
Mentre Allacci 1661 e a seguito Valeriani 1816 inseriscono le sue rime tra quelle del Notaio, il primo editore a dare spazio all'opera di Iacopo è Trucchi 1846 che lo pone nella sezione dei "trovatori", privilegiando i sonetti dialogati e rilevando un cambiamento dalla prima maniera, della quale riporta una quartina di Contessa è tanto bella e saggia e conta (n° 3). La collocazione dovuta a Massèra 1920 tra i poeti burleschi e realistici, ribadita nelle successive raccolte di genere Marti 1956 e Vitale 1956, è messa in discussione come riduttiva da Rossi 1999, il quale recupera all'autore «una perizia tecnica e una ricchezza d'interessi non comuni nella lirica italiana del Duecento».

L'edizione di riferimento è quella di Marti 1956 che opera una revisione sul manoscritto e tiene conto delle osservazioni di Roncaglia 1941.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Marti 1956 = Mario Marti, Poeti giocosi del tempo di Dante, Milano, Rizzoli, 1956, pp. 95-104

Edizioni significative
Avalle 1992 = Concordanze della lingua poetica italiana delle origini (CLPIO), vol. I, a cura di D’A. S. Avalle e con il concorso dell’Accademia della Crusca, Milano-Napoli, Ricciardi, 1992 (Documenti di filologia, 25)

Contini 1960 = Poeti del Duecento, 2 voll., Milano-Napoli, Ricciardi Editore, 1960, vol 2° p. 365

D'Ancona-Comparetti 1888 = Le antiche rime volgari secondo la lezione del codice Vaticano 3793, a cura di A. D'Ancona e D. Comparetti, Romagnoli, Bologna, 1875-88, voll. 5

Massera 1920 = Aldo Francesco Massera, Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, a cura di Francesco Massera, 2 voll., Bari, Laterza, 1920 (nuova edizione riveduta e aggiornata da Luigi Russo, Bari Laterza, 1940)

Vitale 1956 = Rimatori comico-realistici del Due e Trecento, a cura di Maurizio Vitale, Torino, Utet, 1956

Altre edizioni
Allacci 1661 = Poeti antichi raccolti da codici mss. della Biblioteca Vaticana e Barberina da Monsignor Leone Allacci, Napoli, d'Alecci, 1661, pp. 455-56 [rist. anast.: Firenze, 1847]
pubblica ni 1, 2

Egidi 1908 = Il Libro di varie romanze volgare cod. Vaticano 3793, a cura di F. Egidi con la collaborazione di S. Satta, G. B. Festa e G. Ciccone, Roma, Società Filologica Romana, 1908, n° CCCV, cc. 98v.-99r (I, II, III, IV)

Levi 1908 = Lirica italiana antica, (...) con note dichiarative di Eugenia Levi, Firenze, Bemporad, 1908, pp. 161
pubblica n° 5

Monaci-Arese 1955 = Ernesto Monaci, Crestomazia italiana dei primi secoli, con prospetto grammaticale e glossario. Nuova edizione riveduta e aumentata per cura di Felice Arese, Roma-Napoli-Città di Castello, Società editrice Dante Alighieri, 1955.
pubblica ni 1 e 2

Roncaglia 1941 = Aurelio Roncaglia, Per due sonetto di Cecco Angiolieri e uno di Jacopo da Leona, in «Giornale storico della letteratura italiana», CXVIII (1941), pp. 80-92
pubblica n° 2

Rossi 1999 = Luciano Rossi, I sonetti di Jacopo da Leona in Il genere «tenzone» nelle letterature romanze delle Origini. Atti del Covegno internazionale, Losanna 13-15 Novembre 1997, a cura di Matteo Pedroni e Antonio Staüble, Ravenna, Longo, 1999, pp. 111-32
pubblica ni 1, 2, 5, 4

Santangelo 1928 = Salvatore Santangelo, Le tenzoni poetiche nella leteratura italiana delle origini, Genève, Olschki, 1928
pubblica n° 6

Trucchi 1846 = Francesco Trucchi, Poesie italiane inedite di Dugento Autori dall'origine della  lingua infino al secolo decimosettimo, Prato, Guasti, 1846-47, voll. I, pp.149-151, 176
pubblica ni 4, 5, 7, parz. 3, 1 attr. a incerto fiorentino

Valeriani 1816 = Poeti del primo secolo,  [a cura di Lodovico Valeriani], Firenze, [presso l'Accademia della Crusca], 1816, vol. I, pp.312, 13
pubblica ni 2, 1

Bibliografia filologica
Marti 1960 = Mario. Marti, rec. a  Vitale 1956, in «Giornale storico della letteratura italiana» LXXVII (1960), pp. 117-140)

Segre 1960 = Cesare Segre, rec. a MARTI 1956, in «Giornale storico della letteratura italiana» LXXVII (1960), pp. 105-117, in part. 107-109

Altra bibliografia
Buzzetti Gallarati 2002a = Silvia Buzzetti Gallarati, Iacopo da Lèona, "Segnori udite strano malificio": per una restituzione del senso, in La parola al testo. Scritti per Bice Mortara Garavelli, a cura di G. Luigi Beccaria, C. Marello, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2002, vol. II, pp. 745-762

Margueron 1990 = Guittone d'Arezzo, Lettere, edizione critica a cura di Claude Margueron, , Bologna, Commissione per i testi di lingua, 1990 (Collezione di opere inedite o rare vol. 145)

Marti 1991 = Mario Marti, Della lettera XXXV («A Ser Jacopo suo») e di altre guittonerie, in «Giornale storico della letteratura italiana», CLXVIII (1991), pp. 401-10

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