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TLIon - Tradizione della letteratura italiana online
TLIon - Tradizione della letteratura italiana online

Pubblicazione periodica online

Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-9058
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)

Alighieri, Dante (attr.)

(Firenze, 1265 - Ravenna, 1321)

Fiore

di Fara Autiero

Notizie generali

Opera in correlazione:
Dante Alighieri, Detto d'Amore (toscano)

Correlazioni:
Dante Alighieri, Detto d'Amore (toscano)

Datazione: sec. XIII
Lingua/Dialetto: toscano
Tipologia testuale: poesia
Genere: corona di sonetti
Nota metrica: Il testo si compone di 232 sonetti (schema ABBAABBA CDCDCD) di endecasillabi che presentano le seguenti anomalie metriche:
  • Accenti di 2° e di 5°: es. XXIX 8 «per árder castél di legname o gatto»;
  • Accenti di 2° e di 7°: es. LXVIII 9 «ma sóffera ch'i' avánte disfidi»;
  • Accenti di 3° e di 5°: es. LXXXVI 12 «Sí vi priéga tútta la baronia»;
  • Accenti di 3° e di 7°: es.LXIX 5 «Mala-Bócca, che cosí ti travaglia»;
  • Accenti di 4° e di 10°: es. XCVIII 4 «per questi apóstolí, ch'or son, novélli».

Incipit:Lo dio d'Amor con su' Arco mi trasse
perch'i' guardava un fior che m'abellia,
lo quale avea piantato Cortesia
nel giardin di Piacer; e que' vi trasse
sì tosto ch'a me parve ch'e' volasse,
e disse: «I' sí ti ten

Explicit:Bellacoglienza ne tenne in pregione,
perch'ella punto in lei non si fidava,
e sì n'er' ella donna di ragione.


Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera  
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Montpellier (Francia), Bibliothèque interuniversitaire, Section Médecine, H 438 = Montpellier BISM H 438

Descrizione: Il codice, pergamenaceo, è legato di seguito ad una copia manoscritta del Roman de la Rose ed era seguito dal Detto d'Amore, attualmente nel fondo Ashburnhamiano della biblioteca Laurenziana di Firenze (Ashb. 1234 bis).
Nella sua forma attuale, il codice è formato da 139 carte scritte con numerazione continua 1-140. La Rose occupa le cc. 1-110r; segue una carta bianca, poi la copia del Fiore alle cc. 111r-139. La c. 140 è bianca, ma preparata sul recto per la scrittura. Il Detto occupava originariamente le ultime  due carte del quarto fascicolo.
Localizzazione: cc. 111r-139.
Incipit: Lo dio d'Amor con su' arco mi trasse
Explicit: e sí n'er' ella donna di ragione.


Ms. non esaminato direttamente


Indice della scheda


Storia della tradizione
Il ms. Montpellier BISM H 438 contiene attualmente un esemplare del Roman de la Rose, seguito dall'unico testimone del Fiore, una parafrasi della Rose in dialetto toscano arricchito da oltre cinquecento gallicismi (Formisano 2012, pp. XLIX-LI). La presenza ingombrante di tali prestiti linguistici ha spinto Contini a definire la lingua del testo un «fiorentino-oitanico o franco-toscano» (Contini 1984a, p. LXVII). Originariamente al Fiore seguiva il Detto d'Amore, oggi alla Biblioteca Laurenziana di Firenze. La consecuzione dei due testi, dimostrata da Camille Chabaneau (Castets 1881, p. 310), fu confermata nel 1983 da Gianfranco Contini ed Emanuele Casamassima, i quali poterono eccezionalmente visionare il Fiore e il Detto riuniti in Laurenziana.
Dei 232 sonetti che compongono il Fiore, il sonetto XCVII è l'unico a godere di una tradizione extravagante. Contini (Contini 1984a, pp. 475-481) la distingue in due blocchi:
  • Testo separato;
  • Testo incluso in altra scrittura.
Per ciò che riguarda il primo punto, del sonetto viene riportata solo la prima quartina, isolata e anepigrafa nel codice Fi BML Red. 25; inserita in una razo nel codice Fi BR 2735. Rifacimenti sono testimoniati nei codici Fi BML Gadd. 198 (contenente una serie di rime assegnate a Bindo Bonichi), Fi BNC Magl. VII 1034 e CV BAV Urb. lat. 1439.
I primi sei versi, invece, sono riportati nel commento dantesco del Falso Boccaccio come versi di un sonetto di Dante. I codici che riportano il passo in questione sono: Fi BML XC sup. 124, Fi BML Mart. 11, Fi BML Strozz. 164, Fi BML Strozz. 167, Fi BNC II I 47, Fi BNC II I 49, Fi BR 1002, Fi BR 1028 e Fi BR 1037.
La princeps, a cura di Ferdinand Castets (Castets 1881), è un'edizione di tipo diplomatico-interpretativo gravata da una serie di imprecisioni del curatore. L'edizione successiva, a cura di Giuseppe Mazzatinti (Mazzatinti 1888), evidenzia alcuni errori della precedente, ma emenda punti sani del testo o lascia inalterate delle lezioni errate. Nonostante le inesattezze, l'edizione Mazzatinti è stata ristampata con qualche correzione nell'edizione di Tutte le Opere di Dante a cura di Arnaldo Della Torre (Della Torre 1919).
La prima edizione critica fu curata da Ernesto Giacomo Parodi (Parodi 1922) ed è contenuta nell'Appendice delle Opere di Dante edite dalla Società Dantesca Italiana. Nonostante l'assenza di un vero e proprio commento, il testo stabilito da Parodi è stato per decenni il più accurato, tanto da essere utilizzato, sia pure con qualche cambiamento, da Luigi Di Benedetto (Di Benedetto 1941) nella raccolta dei Poemetti allegorico-didattici del sec. XIII e da Giuseppe Petronio (Petronio 1951) in Poemetti del Duecento. Seguono in modo fedele l'edizione Parodi i testi di Luigi Blasucci (Blasucci 1965) e  di Claudio Marchiori (Marchiori 1983).
L'edizione di riferimento è senza dubbio quella curata da Gianfranco Contini (Contini 1984a), dotata non solo di un commento esaustivo e di un raffronto con la Rose, ma di una serie di argomenti -interni ed esterni- che proverebbero la paternità dantesca del Fiore e -di conseguenza- del Detto d'Amore. Il testo creato da Contini, soggetto ad una notevole quantità di interventi, viene riproposto con una trentina di lezioni variate da Luca Carlo Rossi (Rossi 1996) e, in modo pressoché fedele, seguito dalla traduzione in lingua inglese, da John Took (Took 2004). Assume, invece, come testi-base quelli di Contini e Rossi l'edizione curata da Menotti Stanghellini (Stanghellini 2009), che si discosta dai suoi predecessori in una novantina di casi.
Accanto all'edizione Contini, assume rilevanza particolare l'edizione curata da Luciano Formisano (Formisano 2012), la quale abbandona l'interventismo continiano, cercando di restare il più possibile fedele alla lezione del manoscritto; dotata di un indispensabile indice dei gallicismi, l'edizione non tiene conto dell'altrettanto considerevole edizione curata da Paola Allegretti (Allegretti 2011) pubblicata all'incirca nello stesso periodo.
Tra le altre edizioni ricordiamo quella meccanica in fotocollografia con introduzione di Guido Mazzoni (Mazzoni 1923) e la traduzione in lingua tedesca curata da Alfred Bassermann (Bassermann 1926).

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Contini 1984a = Il Fiore e il Detto d'Amore attribuibili a Dante Alighieri, a cura di GIANFRANCO CONTINI, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984
PP. 1-481.

Edizioni significative
Allegretti 2011 = DANTE ALIGHIERI, Il Fiore. Detto d'Amore, a cura di PAOLA ALLEGRETTI, Firenze, Le Lettere, 2011.
pp. 249-482.

Castets 1881 = Il Fiore, poème italien du XIIIe siècle, en CCXXXII sonnets, imité du Roman de la Rose par DURANTE. Texte inédit publié avec facsimile, Introduction et Notes par FERDINAND CASTETS, Montpellier-Paris, Société pour l'étude des langues romanes-Maisonneuve, 1881.

Formisano 2012 = Il Fiore e il Detto d'Amore, a cura di LUCIANO FORMISANO, Roma, Salerno Editrice, 2012 (in DANTE ALIGHIERI, Le Opere, Vol. VII, Opere di dubbia attribuzione e altri documenti danteschi, Tomo I).
PP. 3-349.

Parodi 1922 = Il Fiore e il Detto d'amore, con note al testo, glossario e indici, a cura di Ernesto Giacomo Parodi, Firenze, Bemporad, 1922.
In appendice a Le Opere di Dante edite dalla Società Dantesca Italiana, Firenze, Bemporad, 1922, pp. 1-119.

Altre edizioni
Bassermann 1926 = DANTE ALIGHIERI, Die Blume (Il Fiore), übersetzt von ALFRED BASSERMANN, Heidelberg, Gros Verlag, 1926.

Blasucci 1965 = Tutte le opere di Dante Alighieri, a cura di LUIGI BLASUCCI, Firenze, Sansoni, 1965.

Contini 1984b = Il Fiore, a cura di GIANFRANCO CONTINI in Opere Minori, Milano-Napoli, Ricciardi, 1979.
pp. 553-798.

Degli Azzi - Della Torre - Parodi 1919 = Tutte le opere di Dante Alighieri nuovamente rivedute, con un copiosissimo indice del contenuto di esse, Firenze, G. Barbera, 1919.
pp. 185-223.

Di Benedetto 1941 = Poemetti allegorico-didattici del sec. XIII, il Tesoretto, il Favolello, Sonetti e canzoni, Trattato d'amore, L'intelligenza, il Fiore, Detto d'Amore, a cura di LUIGI DI BENEDETTO, Bari, Laterza, 1941.
pp. 229.-347.

Gorra - Mazzatinti 1888 = Il Fiore riveduto sul manoscritto da GIUSEPPE MAZZATINTI; con introduzione di EGIDIO GORRA, Roma, s. e., 1888.

Marchiori 1983 = Il Fiore e il Detto d'Amore, a cura di CLAUDIO MARCHIORI, Genova, Tilgher, 1983.
pp. 1-418.

Mazzatinti 1888 = GIUSEPPE MAZZATINTI, Inventario dei manoscritti italiani delle biblioteche di Francia esistenti nelle biblioteche italiane, Roma, presso i principali librai, , 1886-1888, 3 voll., vol. III, Appendice II. Il codice H 438 della Biblioteca della Facoltà di Medicina di Montpellier.
pp. 611-730.

Mazzoni 1923 = Il Fiore e il Detto d'Amore attribuiti a Dante Alighieri, Testo del secolo XIII, con Introduzione di GUIDO MAZZONI, Firenze, Alinari, 1923.
Facsimile in fotocollografia.

Petronio 1951 = Poemetti del Duecento: Il Tesoretto, Il Fiore, L'Intelligenza, a cura di GIUSEPPE PETRONIO, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, 1951.
pp. 175-375.

Rossi 1996 = DANTE ALIGHIERI, Il Fiore. Detto d'Amore, a cura di LUCA CARLO ROSSI, con un saggio di GIANFRANCO CONTINI, Milano, Mondadori, 1996.
PP. 3-257.

Stanghellini 2009 = CECCO ANGIOLIERI, Il Fiore, Nuove congetture testuali e interpretazioni di MENOTTI STANGHELLINI, Con un saggio introduttivo sull'ostilità fra Cecco e Dante e sulle recenti scoperte di numerose opere in poesia e prosa da attribuire all'autore senese, Monteriggioni, Il Leccio, 2009.

Took 2004 = DANTE ALIGHIERI, Il Fiore (The Flower), Introduction, Text, Translation and Commentary by JOHN TOOK, Lewiston-Queenston-Lampeter, The Edwin Mellen Press, 2004.

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