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CSC - Corpus dei Serventesi Caudati

CSC - Corpus dei serventesi caudati. Notiziario

Pubblicazione periodica online
Direttore: Claudio Ciociola
ISSN 2280-8639
Periodicità: aggiornamento continuo
(le schede sono datate)
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Indice degli incipit e degli explicit

tutti incipit explicit Tipologia testuale: prosa poesia
a
A Dio eletta e consecrata sposa
Anco ti prego che al tuo San Piero
     Mi raccomandi.
[... a] meravella si dolea
ove receve Cristo la sua sposa.
     Amen.
Al nome di colui che è sommo bene
Per questa volta più dir non intendo.
Al nome di chollui che pover nacque
Alla qual vita (Cristo) per suo gratia
     si ci conducha.
Al nome de Christo e de Sancta Maria
che in questo porta nomenanza
     de prodeze.
Al nome de Dio è bon com(m)ençare
per tuto lo mondo fo desperto
     ingraçiato.
Amen.
Al nome di Dio è buono incominciare
In questo mondo da Dio buono stato,
     E sì nell’altro. Amen.
Al nome d'Iddio santo onnipotente

Che 'n ciel possiam venire a quella pace,
     Dove in eterno regni

Al nome sia del ver figliol di Dio

sì che di ciò perdonanza vi cheggio,
     al vostro onore

Al nome sia dell’ato Idio cortese
Compiuto è il serventese e’ l mio dettato,
     al vostro onore.
Al nomo sia dell’alto Dio cortese
chy n’à del so sta male arrivato,
     al vostro honore.
Al nome sia dell’alto Idio cortese
chi nonn-à da·ssé è molto male arrivato.
Al vostro honore, sancta precioxa
aidà-ne vu (per) la vostra bon[tade]
     [...]
Alcuna volta che io son per dormire
Dio voglia che sia come tu dici
Alta maiestà celestïale
Liberaci di male e di travagla
     se ti piace!
Altissima regina incoronata
Benedetta sie tu madre diletta.
    Amen amen.
Altissima trinità gloriosa
Sì che ti laldi poi co· triunfanti
     in paradiso.
Altissimo Dio padre, [re] di gloria
anche vano piangando cum fa l’agnello
     driedo a madre.
Alltissimo re pare de glloria
e como è da carne e de diversse vinexone
     e olltre cosse.
Ave Maria, regina superna
sì ci è aperto el sicuro conduco
     di vita ecterna.

 

Ave Maria, virgen beata
day tenebrî e day serpent’:
     aydé-n in gloria!
b
Beneta sia l'ora e 'l çorno
ch’on la posa reçevro con tuto loro.
Amen amen     dicho vobis, Domine.
Bene[e]ta sia l'ora e 'l çorno e 'l dì
chon la posa reçevro con tuti loro
amen, amen dicho vobis dne
c
Chi vuol aver la virtù della pacie
e tutta la sua corte sì m’aspetta
   però istà in pacie.
Chi vuol imprender d'aver patientia
Poiché sì buona, e util cosa ene,
     Com’è detto.
Chi vuole intender d’aver pacientia
Po’ che sì buona, (et) utile cos’ene,
     Com’è detto.
Cristo mio, dame forteça
per lo suo amore dirò l'Ave Maria.
d
Da poi che piace all’alto dio d’amore
et aspectar lo ben che de’ uenire
     per amare.
Dè, glorïosa Vergine Maria
Tosto vi dia vittorïosa pace,
     Al vostro onore.
Antonio Pucci il fè.
Dilette in (Cristo) mie madre (et) sorelle
 Lalde honore (et) gloria sempre sia
     in sempiterno.
Deo alto pare, re de gloria
per soa gran liança e de bon core
     allegramente.
e
E[...]pella ching[..]nando intenda questa novella
in una valle un dì cotal tencione
     ebbi trovato.
f
Figliuol di Dio somma sapiencia
Della misericordia gran divitia
     fai al presente.
Fue uno peccatore ke stava
per tua misericordia ne conduce
     ad vita eterna.
g
Grande dolore che lo cuor mi cuoce
e del lamento fo qui la finita
     al vostro onore.
i
I[n] nome de Deo padre omnipotente
e fe’ fare im el flume poso in quela
     de Trevixe...
Io faccio prego all’alto dio potente
che mi ne diate qualuncho pentimento
     a voï piace.
Io priegho la Madre del Signore
per noi riabbiano le sedie beate
     al vostro onore.
l
Leggiadro Sermintese, pien d’amore
che quando van per via, ciascun le’ nchini.
Levative su morti e veniti a la sentencia
Per la misericordia soa in paradixo xristo ne chiame
     E dal fuogo penaxe.
m
[...] Meser Viviene avaro da Sestino
di chui parlar volonttier mi rinp[...]
     perché 'l vale.
[...] 
n
Nel mille trecento sedici anni
credeano che li tedeschi fus[sen] frati
     romitani.
Non ho ventura come io solia avere
Da poi che la fortuna vole e così sia
     Malorum finis est.
Nuovo lamento di pietà rimato
De la vendetta di chi or ti strazia
   al vostro onore.
o
O altitudo sapientia dei
viver non posso, ohimè, senza de lui;
     o morte, vieni!
O alto re di gloria, per tuo onore
E a voi sempre sia cortese e pio
     Com'al vostro cor piace.
O buona gente, state in pace
ben posso dire: «O doloroso e lasso!»
     a·mme tapino.
O buona gente, udite in cortesia
queste parole chi le tiene a mente
     fa per sé.
O criatore divin celestiale
Piaça donqua a lue, che nue possemo
     çire là dentro.
O cristiano, che ti vince l’ira
Ingiurie, o pene non faran dannaggio,
     Ma gran frutto.
O Jeso Cristo padre onipotente
e a tal serviso cotal guigardone
     sia dato.
O Giesù Cristo, che sopra la croce
Antonio Pucci vi si raccomanda
     Al vostro onore.
O glorïoso Dio padre beato
Piangi et sospira tanto che ti tolga
     disubidientia.
O glorioso sempiterno duce
Non curandomi di mie salvatione
     lasso meschino.
O intemerata verçene sancta Maria
Ave, verçene benedeta,
D’ugni gloria vu sie complita.
O padre meyo che in cello stay
Fame alla fine vedere la toa figura
     Amen.
O summa Providentia de Cristo criatore
Si che vegna al to’ regno santissimo magistro
     Per to’ alecto.
O voi che avete il giuoco della zara
per freddo, né per molle, né per ghiaccio
[...]
On[n]ipotente re di som[m]a gloria
Antonio Puc[c]i ne fu dicitore.
Omnipotente solo Dio trino
A la quale (et) della quale sempre sia
     gloria (et) honore.
Or m’intenda çaschune (che) ve vojo dire alquanto
Per ço me rendo e dago eo comesso vu
     in le soe man
Amen.
p
Però ch’i’ non trovo posanza
in che stato è lo suo affare
     scrivendo.
Placente vixo adorno angelicato
po'ché 'l loro malfare a gl' amanti ène ingrato.
Piò volte nella mia mente ho forzato
Et epso ne sia ludato veramente.
Poi che sè fatto frate o caro amico
Per grazia ci conduca alla sua corte
     Sì gloriosa.
Po’ che sè facto pover fratel mio
Et lo spirito (sancto) uno dio
     etternalmente.

Poi che sposar ti vuoi a dDio sorella

tu benedica Yesu nome aulente
   con dolçore.
Poi ch’al mondo servir ti sei rimasa

Per amor del tuo sposo sii guerriera
     Del nimico.

Prego collui nel qual vo’ stare in braccio
Sì come piacie alla suo gran bontade
     sença finita.
Prete Enea, ch’è vostro rectore
et colui è vincenti che à maiuri ardiri.
s
Salve, Iesù Christo, salvator(e) superno
sempre mai a Iesù Christo sia. Amen.
Sapete vui novelle de l’Amore
de sequir nui tal via multo n’aiace,
     che nne salvimo.
Satiareteve mai, misari Artini
Non dico più, ché ’ntelletto morale
     assai comprende.
Signor’ che·ggiucate al giuoco della zara
quando co·llui va per cammino
[...]
Signori io intendo in la gran scriptura
Adio segnori a vui me ricomando.
Signori, io trovo nella gran Scrittura
Adio, signori, a vui me ricomando.
Spiricto Santo il qual sè prociedente
Per amor di collui che fu disteso
     in su la croce.
t
Tant’aggio ardire e conoscienza

e tutto è posto inn-amore.

u
Un novo serventese incominçare
ched egli ’nfonda ne la nostra mente
     tal dolore.
v
Venutto m'è inel pinsier(i) de trovare
al vostro onore qui fazo fenita di questa
     bella canzone.
Venuto m'è in pensier di ripricare
va dando bere a donne e cavalieri
     e a ttutta gente.
Venuto m’è in talente del trovare
E tuta l’altra zente e cavalere
     De questo mondo.
Venutu m’è in talento – de contare per rema
en Deo è la potença, – e 'l So volere
     è 'l me[n] male.
Voi che giucate al giuco della zara
onorato in ogni lato sanza vaio.